Un bookmaker estero, con sede di Austria, si è rivolto al Tar la proroga delle concessioni per raccogliere scommesse fino al 2024.

La ricorrente è un operatore abilitato a svolgere l’attività di gioco e scommesse in virtù dell’autorizzazione rilasciata in data 7 novembre 2016 dal proprio Stato di residenza ossia dall’Austria ed è interessata ad operare nel mercato italiano della raccolta delle scommesse su rete fissa.

Con l’art. 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il legislatore italiano ha prorogato l’efficacia dei titoli concessori in essere fino al 2018 e con l’art. 1, comma 1097, legge 30 dicembre 2018, n. 145 (che ha modificato l’art. 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha prorogato ulteriormente l’efficacia dei titoli fino al 2019. La ragione indicata dal legislatore a sostegno della proroga è il fine di contemperare i principi dell’evidenza pubblica nell’attribuzione delle concessioni mediante “procedure di selezione concorrenziali” con l’esigenza di perseguire un “corretto assetto distributivo” nel settore delle scommesse.

La proroga è posta in correlazione al termine, più volte posticipato, entro cui deve indirsi la gara ad evidenza pubblica avente ad oggetto l’affidamento delle concessioni.

“Con i provvedimenti impugnati nei due gravami l’ADM ha introdotto le regole di attuazione del regime di proroga- si legge nella sentenza del Tar Lazio.

La ricorrente contesta la scelta del legislatore italiano di prorogare il regime di efficacia dei titoli concessori che abilitano gli attuali operatori economici ad operare in Italia poiché la proroga realizzerebbe di fatto un affidamento diretto senza gara delle concessioni fino al 2019, a danno gli operatori degli Stati membri che si vedono preclusa la possibilità di stabilirsi nel mercato italiano dei giochi non avendo potuto partecipare alle precedenti gare o alle procedure di regolarizzazione delle attività di gioco, previste dalla legge italiana, poiché non ancora costituti in quel momento, come appunto avvenuto per la ricorrente.

Il bookmaker quindi, tramite l iniziativa giudiziaria, intende perseguire l’obiettivo di svolgere l’attività di raccolta delle scommesse attraverso il riconoscimento di un titolo idoneo rilasciato dallo Stato membro dell’UE (Italia) rappresentato, nella specie, dalla concessione rilasciata a seguito dell’espletamento della procedura di gara prevista dalla legge italiana. Quindi ha impugnato gli atti amministrativi lesivi della propria posizione giuridica soggettiva, invocando la disapplicazione della legge che, oltre a fondare il potere esercitato dall’ADM, le precluderebbe in via diretta la possibilità di operare nel mercato italiano.

Il petitum immediato della controversia è la domanda di annullamento di annullamento dei provvedimenti amministrativi attuativi della disciplina avente ad oggetto la proroga disposta, per legge, del regime di efficacia delle concessioni del servizio pubblico riguardante l’attività di raccolta delle scommesse di esclusiva spettanza dello Stato.

Il petitum mediato (bene della vita concreto che la ricorrente aspira ad ottenere) è l’accertamento del diritto allo svolgimento dell’attività economica concernente la raccolta delle scommesse nello Stato italiano.

La causa petendi (ragione o titolo giuridico che fonda la pretesa sostanziale dedotta in giudizio, interesse legittimo e/o diritto soggettivo, collegata al petitum mediato) consiste nella libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi che il diritto dell’Unione garantisce agli operatori degli Stati membri (artt. 49 e 56 TFUE).

Alla luce del petitum sostanziale così ricostruito (petitum immediato, petitum mediato, causa petendi), l’eccezione di inammissibilità per carenza di interesse non è fondata.

Come si è evidenziato, il bene della vita dedotto in giudizio è lo svolgimento dell’attività di raccolta delle scommesse in Italia attraverso il titolo concessorio attribuito mediante gara ad evidenza pubblica. Il conseguimento di tale bene è precluso alla ricorrente a causa della presenza del regime di proroga dell’efficacia delle connessioni in essere, regime che procrastina l’indizione della gara cui la ricorrente intende partecipare (interesse strumentale) e che l’abiliterebbe a svolgere la propria attività di impresa anche in Italia in concorrenza con altri operatori (interesse materiale).

L’eventuale disapplicazione della legge nazionale di proroga consentirebbe all’operatore di ottenere, per il tramite della soddisfazione dell’interesse strumentale dell’indizione della gara, il bene della vita dedotto in giudizio.

Il gravame, sebbene sia quindi ammissibile sotto il profilo dell’interesse ad agire, si presenta tuttavia improcedibile perché, nel corso del giudizio, è divenuto impossibile per la ricorrente raggiungere il risultato finale avuto di mira.

Come si è anticipato, il legislatore ha previsto nel 2016 una prima proroga del regime di efficacia dei titoli concessori in essere (provvedimento ADM del 9 giugno 2015 prot. 54917) e poi altre due proroghe sia nel 2017 (art. 1, comma 1048, legge 27 dicembre 2017, n. 205) che nel 2019 (art. 1, comma 1097, legge 30 dicembre 2018, n. 145, che ha modificato l’art. 1, comma 1048, della legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Quest’ultime proroghe sono state impugnate nell’odierno gravame.

Di recente il legislatore ha tuttavia disposto un’ulteriore (quarta) proroga stabilendo l’efficacia dei titoli concessori fino al 30 giugno 2020 (art. 24, comma 1, d.l. 26 ottobre 2019, n. 124) e ancora una quinta proroga che estende l’efficacia dei titoli fino al 30 giugno 2024 (art. 1, comma 1, d.l. 30 aprile 2022, n. 36).

Con quest’ultimo provvedimento si è stabilito, in particolare, che “Nelle more dell’approvazione e dell’attuazione del disegno di legge di riordino del settore giochi, previsto dal Documento di economia e finanza per l’anno 2021 quale collegato alla manovra di bilancio 2022-2024, nel rispetto delle esigenze di continuità delle entrate erariali, il termine di scadenza previsto per le concessioni in materia di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, compresi gli eventi simulati, è prorogato a titolo oneroso fino al 30 giugno 2024”.

Le due ultime sopravvenienze normative in ordine temporale non sono state oggetto di impugnativa, a quanto consta, da parte della ricorrente che si è limitata a segnalare, nella memoria conclusiva del 21 giugno 2021 (ricorso rg. 2633/2018), come l’amministrazione abbia “addirittura … provveduto a predisporre una ulteriore proroga sino al 2024. È di evidenza solare che il comportamento serbato dall’Amministrazione e culminato negli atti impugnati con il presente giudizio si ponga assolutamente in contrasto sia con le statuizioni della CGE sia con i principi fondamentali dell’ordinamento”.

Il Collegio è dell’avviso che, a seguito della modifica sostanziale che il regime di proroga dell’efficacia dei titoli concessori ha ricevuto ad opera dell’art. 1, comma 1, d.l. 30 aprile 2022, n. 36, sia impossibile per la ricorrente ottenere il bene della vita cui legittimamente aspira.

Difatti, anche nell’ipotesi in cui si dovesse giungere alla disapplicazione delle disposizioni impugnate che prevedono la proroga del regime concessorio fino al 2019 (oggetto della controversia) e quindi ottenere mediante gara l’apertura del mercato alla concorrenza (concorrenza per il mercato), in esecuzione della decisione giurisdizionale la gara non potrebbe comunque essere indetta dall’amministrazione poiché l’attuale disciplina legislativa (non impugnata) ha previsto una nuova proroga del regime concessorio fino al 30 giugno 2024.

Né il giudice potrebbe d’ufficio disapplicare il regime normativo portato dall’art. 1, comma 1, d.l. 30 aprile 2022, n. 36, poiché la contestazione di questo ulteriore regime di proroga non rientra nella causa petendi della domanda che spetta alla parte definire e allegare.

La modifica legislativa introdotta nel corrente anno preclude quindi alla ricorrente di ottenere, tramite la presente azione giudiziaria, l’accertamento del petitum mediato e quindi al giudice di esaminare le merito le pur rilevanti e plausibili censure sollevate.

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