Rese note le motivazioni con cui la Corte di Cassazione, in accoglimento di ricorso presentato dallo Studio Legale Ripamonti, discusso dall’avv. Marco Ripamonti il 4 febbraio 2022, ha annullato la Sentenza d’appello con cui era stata dichiarata inammissibile l’impugnazione alla sentenza di condanna del primo grado.

Sarà ora la Corte d’Appello di Salerno, dinanzi alla quale la Corte di Cassazione ha rimesso gli atti, a doversi pronunciare in  materia di intermediazione, utilizzo di computer e rapporti tra il delitto di cui all’art.4 legge 401/89 e utilizzo di computer finalizzati ad uso esclusivo dei clienti per la pratica del gioco d’azzardo. Argomenti rilevanti anche nel recente procedimento in Salerno nel cui ambito sono stati disposti recentemente arresti e scarcerazioni.

La Sentenza della Corte di Cassazione così sul punto recita: “Nel caso dì specie l’atto di appello, letto alla luce dei principi citati, consente agevolmente di individuare l’ambito di rivalutazione richiesto al giudice di secondo grado così come l’oggetto delle doglianze, venendo espressamente confutato in relazione all’elemento materiale del reato il punto relativo alla mancata dimostrazione, sul piano della prova, di un’organizzazione facente capo al ricorrente dotata di locali, personale e apparecchiature, funzionale all’attività di scommesse gestite dall’allibratore maltese, non integrata, secondo la difesa, dalla presenza nell’esercizio commerciale di tre postazioni internet messe a disposizione degli avventori che costoro utilizzavano in piena autonomia, in assenza di personale e di alcuna attività di raccolta di scommesse in corso al momento del sopralluogo, né dalla presenza di una stampante impiegata, come emerso dal teste dell’accusa, anche per scopi diversi. Al di là della fondatezza degli assunti difensivi che non entra in gioco nel vaglio della preliminare ammissibilità dell’impugnativa, risulta comunque essere stato posto al giudice del gravame, per effetto della dettagliata contestazione in fatto degli elementi costitutivi del reato, uno specifico quesito sul quale questi era chiamato a pronunciarsi fornendo una risposta nel merito. Anche per quanto concerne l’elemento soggettivo la contrapposizione ad opera della difesa di specifici precedenti giurisprudenziali in termini difformi dalla pronuncia del Tribunale di Matera consente di ritenere chiaramente identificabile l’oggetto della censura devoluta e delle critiche opposte sullo specifico punto del cd. errore incolpevole che, venendo posta in evidenza l’indubbia complessità della normativa di settore, non consente perciò di ritenere, neanche sotto tale aspetto, l’impugnazione aspecifica. Non può infatti ritenersi sufficiente, così come affermato dalla Corte distrettuale, a supportare la declaratoria di inammissibilità dell’appello la riproposizione delle medesime questioni già fatte valere in primo grado, profilo questo che non potrebbe comunque ritenersi calzante in relazione al devoluto travisamento del fatto, laddove le questioni riproposte vengano articolate in termini critici prendendo specifica posizione rispetto alle conclusioni tratte dal primo giudice, i cui poteri sono i medesimi di quelli conferiti al giudice di appello, chiamato a rivisitare integralmente i punti o i capi della sentenza oggetto di doglianza. Si impone, pertanto, l’annullamento del provvedimento impugnato con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Salerno P.Q.M. Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio”.

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