Il tabaccaio salito alla ribalta delle cronache per il rocambolesco furto di un “Gratta e vinci” da 500mila euro ai danni di un’anziana, ha lasciato il carcere poco prima di Natale. In attesa del processo, rimarrà agli arresti domiciliari. Secondo la perizia psichiatrica, infatti, al momento del furto – e della successiva fuga – l’uomo non era pienamente capace di intendere e di volere. Pertanto dovrà ricevere cure adeguate alla sua condizione psicologica, che non sono compatibili con il regime carcerario. La pm che coordina le indagini ha chiesto nei suoi confronti il rito immediato, che sarà fissato nelle prossime ore dal giudice, ma la consulenza della psichiatra rappresenta ora un elemento a favore della difesa in vista del giudizio.

Secondo l’esperta, l’uomo è affetto da disturbi di personalità. Al momento del fatto il 58enne non era “in uno stato delirante, né di alterazione di tipo subconfusionale oppure confusionale”, ciò nonostante le sue condizioni di salute avrebbero “inciso concretamente” nel momento in cui si è impossessato del biglietto. Nella interpretazione della psichiatra, l’indagato “era in uno stato di mente tale da scemare la capacità di intendere e di volere”.

I fatti risalgono allo scorso 3 settembre. Una donna di 77 anni, originaria del rione Materdei, a Napoli, acquistò un ‘Gratta e vinci’ presso la tabaccheria gestita dalla famiglia dell’uomo. Il tagliando risultò vincitore di mezzo milione di euro, ma quando la donna si recò nella ricevitoria, il tabaccaio lo sfilò alla signora e tentò la fuga.

Fermato all’aeroporto di Fiumicino, pronto a partire per le Canarie, respinse tutte le accuse, ma poi, di fronte ai riscontri dei carabinieri, fu costretto ad ammettere le sue responsabilità e chiese scusa alla derubata. Per lui scattò l’arresto. La proprietaria del ‘Gratta e vinci’, invece, dopo il recupero del biglietto ha incassato il mezzo milione di euro verso fine settembre.