I funzionari ADM appartenenti all’Ufficio Antifrode della DT IX Campania, congiuntamente al personale del Commissariato di PS di Poggioreale, nell’ambito di mirati controlli nel settore dei giochi, procedevano alla verifica di un esercizio commerciale della città di Napoli.

Tali attività hanno portato all’accertamento di plurime violazioni sia sotto il profilo penale che amministrativo. L’esercizio in parola anzitutto contravveniva all’ art. 3, punto 1, lett p), punto 4 legge regionale n. 02 del 02 marzo 2020, laddove esso “vieta l’offerta di gioco lecito (rectius illecito) a una distanza inferiore a 250 mt dai luoghi sensibili, tra cui i luoghi di culto”, risultando, infatti, vicino a un luogo sensibile (nella fattispecie trattasi di luogo di culto, distante circa 20 metri dalla sede del locale oggetto di verifica). Inoltre, il medesimo esercizio, la cui attività dichiarata era quella di internet point, svolgeva di fatto attività di raccolta fisica di scommesse mediante l’utilizzo di conti di gioco a distanza intestati a terzi e la messa a disposizione del pubblico delle postazioni telematiche presenti in loco per collegamenti a siti di gioco a distanza.

La condotta del titolare si concretizzava, pertanto, nel reato di intermediazione per lo svolgimento di attività organizzata, finalizzata all’accettazione e alla raccolta abusiva di scommesse, ricostruita sia attraverso l’analisi delle cronologie di navigazione dei computer presenti, che attraverso il rinvenimento di ricevute di gioco in originale riportanti i codici fiscali degli intestatari dei conti di gioco in uso al titolare, congiunta alla ricostruzione dei dati di gioco estratti dagli applicativi ADM.

Tale attività ha, dunque, portato al sequestro penale di molteplici postazioni telematiche utilizzate dal titolare, della documentazione di gioco attestante le modalità di raccolta e pagamento delle scommesse illegali e anche di somme di denaro contante, ritenute provento dell’illecita attività di intermediazione per la raccolta di scommesse, anche per via telematica, rendendosi necessaria la denuncia all’autorità giudiziaria.

I controlli operati dai funzionari ADM con il personale del Commissariato di PS, hanno condotto, altresì, al sequestro amministrativo di postazioni di gioco non rispondenti alle caratteristiche e alle prescrizioni dell’art. 110 TULPS, nonché alle altre disposizioni normative in materia. Tali apparecchiature, dotate di doppio monitor, consentivano in sede non autorizzata l’accesso ai conti di gioco a distanza, come provato anche dal collegamento in corso all’atto dell’accesso a un conto di gioco: per essi si procedeva, altresì, alla contestazione della relativa sanzione, nonchè alle segnalazioni alle istituzioni competenti per il prosieguo di competenza.