Aprirsi all’altro e conoscere mondi diversi dal proprio è il primo passo per avere un approccio inclusivo. Pertanto in Lottomatica è stato sviluppato un ampio programma culturale volto a creare una solida base di conoscenza su cosa significhi diversità ed inclusione e sulle dimensioni della diversity, partendo dai meccanismi psicologici e culturali che generano i bias e che possono tradursi in pregiudizi e comportamenti discriminatori.

“Oggi parliamo di un tema per noi molto importante: la conoscenza come chiave per l’inclusione. Abbiamo costruito a maggio dello scorso anno il nostro programma di diversità e inclusione “Become Younique” con l’obiettivo di diffondere conoscenza e consapevolezza, per far conoscere ai colleghi i meccanismi mentali e cognitivi che a volte attiviamo, anche in maniera inconsapevole. Il tema della conoscenza dell’altro è la chiave dell’inclusione”, ha detto Piera Gargiulo, Internal Communication Manager di Lottomatica.

Giuseppina Falcucci, Chief People Officer Lottomatica, ha spiegato: “L’inclusione è parte integrante del nostro DNA, questo perchè Lottomatica è il risultato di un contesto aziendale cresciuto tantissimo, sia dal punto di vista organico che delle acquisizioni. Queste acquisizioni ci hanno dato la possibilità di studiare e vivere diverse culture, vari approcci e professionalità. Queste diversità ci hanno unito, permettendoci di studiarci e capirci. Siamo un contesto inclusivo perchè siamo stati capaci di analizzare, comprendere e valorizzare l’unicità di queste anime totalmente diverse che si sono unite. Questo processo di learning ci ha permesso di crescere e apprrezzare questa diversità senza farci spaventare. Lottomatica punta ad aiutare le persone a diventare prima di tutto delle persone inclusive, fornendogli gli strumeni cognitivi per esserlo”.

Mariarosaria Izzo, Co-founder Wise-ing / Psicoterapeuta clinica, Diversity Certified Coach, ha aggiunto: “L’obiettivo è raccontare quello che accade nella nostra mente. La percezione determina i nostri pensieri, la lettura, la decodifica della realtà, la creazione dei nostri assunti e la formazione dei nostri bias. Il nostro cervello agisce secondo un principio di economica cognitiva, le strategie sono quelle della semplificazione per prendere decisioni in maniera veloce. I bias sono questa sorta di riduzione dei processi di realtà per inquadrare le informazioni in modo rapido e veloce. Tutti noi tendiamo ad avere ragione, perchè ci fa sentire bene. Lavorare sui bias è un modo attraverso il quale usciamo dall’area della paura e del panico, conosciamo l’altro e apriamo la nostra mente verso nuove consapevolezze e conoscenze. Ci sono due modi per farlo, aprendosi alla conoscenza dell’altro e lavorando su se stessi e sulle proprie distorsioni, cose di cui non siamo consci. Alla base delle discriminazioni ci sono gli stereotipi, questi tendono a ignorare le informazioni non coerenti con le nostre credenze di base rappresentate dai bias e ci portano a fare errori di valutazione e quindi a discriminare”.

E’ quindi intervenuta Claudia Finzio, Customer Relationship Manager di Lottomatica: “Con questo percorso di crescita ci siamo messi alla prova, è stata un’opportunià per tutti noi per addentrarci nelle tematiche della diversità. Ascoltare diversi punti di vista ci ha aiutato a capire quali fossero le attitudini dei singoli. Siamo tutti condizionati dai bias che ognuno di noi ha, abbiamo avuto modo di intercettare le diversità di ognuno di noi. Questo è un modo per affrontare la nostra quotidianità lavorativa, ma è anche un modo per contribuire a una visione diversa della società”.

L’incontro si è chiuso con le parole di Fabio Merlino, Presidente ASD Warriors Viadana, che ha parlato della sua esperienza sul tema della diversità.

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