“Considerato che il servizio di Report di ieri non ha spiegato nulla su cosa stia suddedendo in Italia su Esports e Gaming lato normative, colgo l’occasione per pubblicare un nostro aggiornamento sulla questione Lan-Gate”. E’ quanto scrive Alessio Cicolari, fondatore e CEO di AK Managament, AK informatica e dell’Esport Palace di Bergamo.

“A seguito dell’accesso dell’ADM del 29 aprile presso l’Esport Palace a Bergamo e altre “selezionate” realtà italiane attive nel gaming e Esports, il nostro lavoro non è più stato lo stesso. Nonostante operassimo in questo settore dal 2009 – spiega l’imprenditore -, non era mai capitata una situazione del genere benchè avessimo sempre agito nel massimo rispetto di tutte le normative vigenti. In mancanza di leggi specifiche, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha assimilando i dispositivi utilizzati per gaming ed Esports (normali computer, monitor e periferiche acquistabili e utilizzabili ovunque) a quelli normati per altri usi e in altri ambiti. Tali dispositivi non potrebbero e non potranno mai essere considerati come quelli regolamentati attualmente dall’art. 110 comma 6 e 7 del TULPS proprio perché di natura ed usi completamente differenti. Se così fosse persino i pc e dispositivi messi in uso nei centri commerciali, hotel e coworking sarebbero da sottoporre alla stessa normativa.

Successivamente alla notizia dei sequestri e delle attività dell’ADM – prosegue Cicolari -, grazie anche alla grande risposta mediatica avuta, siamo riusciti a dialogare sia con l’agenzia stessa che con vari organi politici ed amministrativi. Veniva quindi emanata una nuova circolare da parte di ADM con la quale si dava notizia di un regime transitorio per gli operatori del nostro settore sotto il cappello dello Spettacolo Viaggiante, dando così tempo al legislatore di trovare una norma specifica entro il 30/06/23.

Ci siamo messi immediatamente all’opera per gestire le nostre attività in questa nuova modalità non senza ostacoli e costi addizionali. I comuni, che sono gli enti che gestiscono e rilasciano permessi e licenze per lo spettacolo viaggiante, purtroppo non hanno competenze specifiche nel nostro campo e quindi ci si è trovati in un ulteriore momento di stallo. Grazie ai comuni di Azzano San Paolo (BG) e Bergamo siamo stati supportati e compresi e l’iter si e’ avviato speditamente, purtroppo a molti nostri colleghi in altre zone d’Italia non è andata così bene.

Nonostante i nostri scritti in autotutela e la nuova circolare di ADM che di fatto permetteva a tutti i nostri colleghi e competitor di trovare un modo a detta dell’agenzia autorizzato ad operare in regime transitorio, per la nostra azienda e le altre che hanno subito la stessa medesima operazione arrivavano le ingiunzioni di pagamento con sanzioni pesanti anche se ridotte (40.000€ per noi), confische con distruzione (più di 100.000€ di materiale informatico tra computer, display e periferiche) e pagamento delle relative spese, ma la cosa più assurda a nostro avviso, un’ulteriore chiusura da 30gg a 60gg che arriverebbe con atto separato. Questo – evidenzia il titolare dell’Esport Palace di Bergamo – dopo essere stati chiusi di fatto per 2 mesi e mezzo prima di avere le nuove licenze di spettacolo viaggiante. Per noi questa situazione non è accettabile anche se ci era stato annunciato che sarebbe avvenuta comunque: è evidente che è la norma applicata (a nostro avviso in modo palesemente errato) ad avere problemi e non il nostro operato né i nostri dispositivi (che ora con un semplice documento di spettacolo viaggiante diventano “ok”).

Tutti i nostri colleghi e competitor hanno goduto di questa nuova modalità per operare, creata grazie alla nostra disavventura, al contrario a noi non è stato concesso di rientrare nella stessa se non subendo sanzioni e confische. Basta aprire qualsiasi social network – aggiunge Cicolari – per capire che molti dei nostri colleghi e competitor ancora oggi operano come se nulla fosse e in pochissimi hanno richiesto le nuove licenze di Spettacolo Viaggiante: solo a noi è stato riservato questo trattamento. Per questo ed altri altrettanto validi motivi, tramite il nostro studio legale FCLex di Bologna nella figura dell’avv. Giuseppe Croari e il supporto del prof. Gianluigi Fioriglio, che ringrazio per l’aiuto e la professionalità sempre mantenuta in questi mesi difficili, abbiamo presentato ricorso presso il Tribunale di Bergamo.

In Italia è già molto difficile e complesso fare impresa ma se quando ci si trova di fronte a qualcosa di nuovo, il cittadino e contribuente deve rischiare di chiudere la propria attività (perché queste sanzioni e confische sono talmente pesanti da far fallire qualsiasi azienda); non capiamo veramente perchè non sia stata fermata questa procedura assurda nell’attesa della creazione di una normativa ad hoc, così come già annunciato dal vecchio governo e così come suggerito anche dal Parlamento europeo con la recentissima approvazione della risoluzione su Esports e Videogames. Da anni – evidenzia ancora l’imprenditore – siamo un operatore di riferimento non solo a livello italiano ma anche europeo e per quanto riguarda il Sim Racing, mondiale. È davvero ancora oggi triste dover discutere di questi temi in queste circostanze quando all’estero la mia azienda si ritrova ad operare direttamente con membri dei governi e federazioni internazionali. Pur operando correttamente, veniamo di fatto trattati come “delinquenti” e messi in posizione di non poter competere nel nostro paese nonostante il regime di libero mercato.

Ho apprezzato molto gli sforzi di ADM nei mesi scorsi e dei parlamentari e senatori che si sono esposti per questa causa ma purtroppo per noi, poco è cambiato. Una spada di Damocle è sempre sopra la nostra testa, tanti lavori sono stati persi con clienti che non hanno più investito in questo regime di incertezza e in un locale, l’Esport Palace, che rischia la chiusura per via di tutto quanto sopra e soprattutto dopo 2 anni di Covid. Ora confidiamo nel Tribunale che faccia valere la ragione sopra la burocrazia e sopra quella che è, a nostro avviso, una illegittima ed errata interpretazione dell’art. 110 TULPS. Per quanto riguarda le mie aziende, sto guardando con interesse all’estero per valutare il trasferimento delle attività”, conclude Cicolari.

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