La Suprema Corte, nelle scorse ore, si è espressa sul procedimento in merito al quale la Corte di Appello di Lecce aveva già restituito tutti i beni ai due fratelli di Racale, difesi dagli avvocati Maria Gabriella Mastrolia, Francesco Fasano e Roberto Eustachio Sisto. Le difese si sono avvalse della collaborazione dei consulenti di parte Giuseppe Cairo e Massimo Bellantone.

Termina così un procedimento nel quale già il Tribunale di Lecce aveva escluso qualunque indizio di pericolosità di carattere mafioso e la pericolosità attuale dei due fratelli.

I giudici avevano però sequestrato alcuni beni di Saverio De Lorenzis che la Corte D’Appello ha poi restituito, accogliendo gli appelli dei legali, tra cui l’avvocato Luigi Covella. Già nel novembre del 2021, infatti, era arrivato il dissequestro di una parte dei beni (ville, terreni, appartamenti, conti correnti, quote aziendali, per svariati milioni di euro) che erano stati confiscati nel mese di maggio del 2018, dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di una vasta operazione volta a contrastare il gioco d’azzardo

Il Tribunale di Lecce aveva, invece, confermato parzialmente il provvedimento e in parte restituito già i beni. Con la sentenza della Corte d’Appello (che in precedenza aveva disposto un primo dissequestro), vi è stato un ulteriore accoglimento dei ricorsi. La Corte ha rigettato la richiesta di confisca dei beni e ordinato il dissequestro del 40% delle quote sociali e di tutti gli altri beni riconducibili ai due fratelli.

Con il pronunciamento della Corte di Cassazione viene messo il sigillo alla recente decisione della Corte di Appello di Lecce e Saverio e Pasquale De Lorenzis possono finalmente ritenere chiusa questa dolorosa vicenda.

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