Rilevante provvedimento è stato recentemente reso da Tribunale penale di Roma. Al titolare di un PVR era stato contestato il delitto di cui all’art.4 legge 401/89, secondo la modifica normativa introdotta nel 2019, che prevede la pena da tre a sei anni di reclusione, poichè secondo gli accertamenti avrebbe utilizzato conto di gioco di comodo per raccogliere scommesse di terzi.

La difesa, rappresentata  dall’avv. Marco Ripamonti (nella foto), ha sostenuto che trattandosi di fattispecie intervenuta in ambito concessorio nell’interesse dell’operatore autorizzato con cui il PVR era contrattualizzato, si configurasse il reato contravvenzionale e non quello delittuoso, previsto dalla stessa norma incriminatrice. Contravvenzione che prevede la possibilità di estinzione del reato stesso, dietro pagamento dell’oblazione.

Il Tribunale ha condiviso la tesi della difesa ed ha ammesso l’imputato all’oblazione, assegnando termine per il pagamento del relativo importo.

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