Alcune delle attività che il programma di Gioco Responsabile mette in campo, come gli studi dedicati, la formazione dei rivenditori e la valutazione dei prodotti, sono necessarie per offrire un’esperienza di gioco sicura ed equilibrata.

Gli attori coinvolti in questi processi garantiscono una tutela costante dei giocatori. Ne parlano Federica Valentini, Giulio Catalano e Maria Felicia D’Alema di IGT Italia.

La tutela del giocatore

“Il gioco responsabile è uno strumento molto utile per sviluppare un nuovo gioco consapevole. Avere in azienda un tool e un gruppo di persone che definisce un perimetro all’interno del quale muoversi nella creazione di nuovi prodotti e che sia allineato ai valori che si è data l’azienda a tutela delle fasce di giocatori più deboli ed esposti è sicuramente un gran vantaggio”, osserva Federica Valentini, Director Product Development-Instant Lotteries.

L’importanza delle ricerche

“Oltre a quello generalmente si associa a questo concetto per me gioco responsabile è un gruppo di colleghi straordinari che ogni giorno lavora per rendere più sostenibili i nostri prodotti e il nostro mercato. Grazie alle ricerche riusciamo a capire meglio qual è la percezione che i vari stakeholder hanno del gioco responsabile. Grazie ai risultati che le ricerche offrono c’è anche l’opportunità di riuscire ad orientare le scelte strategiche aziendali”, dichiara Giulio Catalano, Market Research e Insight Management at IGT Italia.

Il ruolo del rivenditore

“Per me il gioco responsabile è gioco sano e divertimento protetto. Soprattutto è attenzione e tutela continua da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di gioco verso le fasce deboli, cioè i minori e i giocatori problematici. Il ruolo del rivenditore è molto importante perché è la figura di primo contatto verso i giocatori all’interno del punto vendita. Quindi la formazione diventa uno strumento fondamentale per sensibilizzare i rivenditori rispetto alle tematiche del gioco responsabile in modo che loro si pongano come primi promotori di un gioco positivo e consapevole rispetto ai propri clienti”, conclude Maria Felicia D’Alema (nella foto), Learning and Engagement Manager presso IGT.

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