Il concessionario sparisce e omette di restituire al giocatore circa 30.000 euro. Il giocatore, non riuscendo ad ottenere la restituzione nei confronti del concessionario, risultato incapiente, bussa alla porta della Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM), che dopo diversi solleciti decide di disporre l’escussione della fideiussione, di cui era in possesso di relativa copia, trasmessale dallo stesso concessionario al momento di ricevere il titolo concessorio, ma presso la banca di riferimento l’amara sorpresa, poiché  la fideiussione non esiste ed il documento è un falso. ADM, richiesta di farsi carico del pagamento, non ritiene di doverlo fare e la malcapitata giocatrice ottiene dal Tribunale di Campobasso un decreto ingiuntivo contro i Monopoli, ritenuti responsabili in fase monitoria. ADM però fa opposizione tramite l’Avvocatura di Stato.

A che punto è il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo? Lo abbiamo chiesto all’avv. Marco Ripamonti, che dall’inizio ha assunto la difesa della giocatrice.

Così l’avvocato Ripamonti: “La causa si è tenuta in prima udienza il 12 luglio 2021 ed il Giudice, ritenendo la causa evidentemente di pronta soluzione, ha soprasseduto sulla provvisoria esecutorietà per andare in decisione. Si tratta, infatti, di risolvere una questione in diritto, di stabilire se ADM, a fronte di una fideiussione non esistente, debba garantire le ragioni del giocatore che ha fatto affidamento sul sistema del gioco sicuro, di cui ADM tiene saldamente il timone  e di cui è responsabile e garante. Come ha già detto la Cassazione. Del resto fatti e circostanze sono chiari e, quindi, si tratta di definire l’aspetto giuridico della spiacevole vicenda: è stata acquisita e presa per buona una fideiussione che non esisteva. Qualcuno dovrà pur farsene carico, o no? L’unico problema, ora,  è che la causa sia stata rinviata al lontano 9 Febbraio 2024. Abbiamo avanzato istanza di anticipazione al Tribunale, spiegando al magistrato che il concetto di “pronta soluzione” della causa non può riferirsi al solo aspetto giuridico, ma anche al profilo pratico con riferimento ai tempi di definizione della controversia. Sono fiducioso e spero che il Magistrato stesso anticipi l’udienza   consentendo alla mia assistita di tutelare i propri diritti, anziché assistere ad un sostanziale caso di denegata Giustizia. Naturalmente non voglio dire che il rinvio biblico sia dovuto a negligenza od inerzia dell’Ufficio o ad altri motivi. E’ chiaro che stiamo scontando il sovraccarico degli uffici giudiziari ed il malessere che ormai da decenni affligge il sistema Giustizia. La situazione, tuttavia, al momento è questa e spiace che un cittadino che ha fatto affidamento sul sistema gioco lecito e sicuro debba percorrere la via giudiziaria per far valere un sacrosanto diritto di credito“.

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