Il Tar Lazio, con sentenza del 29 dicembre scorso, ha rigettato il ricorso della società GameTwist, operatore di giochi online austriaco per il quale adm aveva disposto l’oscuramento del sito web in quanto offriva servizi di gioco non autorizzato.

La società ricorrente – iscritta nel registro delle imprese austriaco ritiene di erogare servizi di gioco online mediante applicazioni mobili e social network senza vincita in denaro (giochi per i quali non è richiesta alcuna autorizzazione o concessione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), di essere titolare del dominio internet www.gametwist.com (“GameTwist”), consistente in un sito web di giochi online per cui non sono previste né vincite in denaro né vincite di altra natura (giochi online che comprendono bingo, poker, casinò e slot machine), e di avere inoltre scoperto (nel prosieguo anche “ADM) aveva pubblicato sul proprio sito istituzionale la blacklist dei siti web da oscurare per aver offerto servizi di gioco con vincite in denaro senza regolare concessione (blacklist in cui era inserito anche il sito web della ricorrente) – è insorta avverso il summenzionato elenco di siti, instando per il suo annullamento nella parte in cui esso annovera il sito della ricorrente, nonché per il risarcimento dei danni.

Espone in particolare la società nel ricorso al Tar che:

– al momento dell’iscrizione al sito e poi periodicamente viene offerta agli utenti, a titolo di promozione, una moneta virtuale, denominata Twist, che gli stessi utenti devono usare per giocare sui giochi offerti su GameTwist (i c.d. “Giochi Twist”);

– il numero di Twist inizialmente messi a disposizione del singolo utente allorquando si iscrive al sito può crescere (con conseguente incremento delle possibilità di gioco sulla piattaforma) mano a mano che l’utente vince, nonché in base al tempo che egli spende sulla piattaforma (più tempo sta e più Twist ottiene) e in base a bonus giornalieri subordinati sempre a tempo di gioco e risultati conseguiti, e anche in virtù della mera alea di una “ruota della fortuna” a cui l’utente, se lo vuole, può partecipare. Inoltre, ogni volta che il singolo utente esaurisce i propri Twist gratuiti (ossia quelli conseguiti in base ai risultati di gioco e al tempo di permanenza sul sito) l’utente può ricevere ulteriori Twist acquistandoli con denaro reale nell’e-shop del sito web;

– “i Twist non hanno valore economico, non sono prelevabili o trasferibili ad altri utenti o a terzi. Sono unicamente il corrispettivo per la licenza software concessa da Funstage per i giochi messi a disposizione sul sito: gli utenti pagano per l’utilizzo del software, come avviene con qualsiasi gioco e/o servizio online disponibile sul mercato” ;

– “lo scorso aprile 2022, stante il calo repentino degli utenti connessi a GameTwist, Funstage ha appreso, tramite la consultazione della lista pubblicata in data 21.04.2022 sul sito internet https://www1.adm.gov.it/files_siti_inibiti/elenco_siti_inibiti.pdf, che nuovamente ADM aveva inserito GameTwist nella lista di siti web che offrono servizi di gioco con vincite in denaro senza regolare concessione. Alla data di redazione del presente ricorso, l’accesso a GameTwist rimane oscurato essendo stato incluso nella blacklist pubblicata sul sito di ADM in data 21.04.2022 (ancora vigente)” .

Poste tali premesse in fatto, il ricorso introduttivo – con cui parte ricorrente impugna il solo elenco di siti web pubblicato da ADM in data 21 aprile 2022 “ai sensi dell’articolo 1, commi 50 e 50-bis, della legge 27.12.2006, n. 296” – è affidato ai due seguenti motivi:

(i) primo motivo: illegittimità dell’elenco impugnato per essersi quest’ultimo testualmente basato su una disposizione di legge (id est l’art. 1, commi 50 e 50-bis della legge n. 296 del 2006) che anzitutto è stata abrogata e sostituita da una diversa disposizione di legge (id est l’art. 102, comma 3, del d.l. n. 104 del 14 agosto 2020) con conseguente carenza totale di potere, e che comunque – quand’anche applicabile al caso de quo – giammai facoltizzerebbe ADM ad oscurare il sito della ricorrente. Ciò in quanto il summenzionato art. 1, commi 50 e 50-bis, della legge n. 296 del 2006, testualmente richiamato dall’elenco di siti impugnato (in attuazione del quale è poi intervenuto il Decreto Direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 gennaio 2007) – pur prevedendo il potere di “oscuramento siti” di cui si controverte – lo contempla però soltanto per la “rimozione dell’offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo”. In sintesi, la tesi di parte ricorrente è che soltanto i giochi online che attribuiscono “vincite in denaro” sono “giochi pubblici” abbisognevoli di preventiva autorizzazione amministrativa, sicchè soltanto i siti che promuovono tali giochi possono essere oscurati da ADM, mentre non altrettanto può dirsi per i siti – come per l’appunto quello della ricorrente – che promuovono giochi senza vincite in denaro;

(ii) secondo motivo: illegittimità dell’elenco impugnato per violazione del principio del contraddittorio, atteso che l’atto impugnato non è stato preceduto da alcuna comunicazione di avvio del procedimento, né da qualsiasi altra garanzia procedimentale che permettesse alla ricorrente di illustrare meglio le modalità di funzionamento del proprio sito web.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed ADM si sono ritualmente costituite in giudizio, entrambe instando per la reiezione del gravame.

Il Tar Lazio, acclarata la sussistenza del requisito del gioco d’azzardo prescritto dall’art. 1 del d.lgs. n. 496/1948 (id est il pagamento di una posta in denaro per partecipare al gioco), ritiene che sussista nel caso di specie anche il secondo requisito, e cioè quello dell’erogazione – in caso di vincita al gioco – di “una ricompensa di qualsiasi natura”.

Tale secondo requisito – per come testualmente positivizzato dal legislatore e al contrario di quanto affermato da parte ricorrente – non deve consistere necessariamente in una somma di denaro o valuta virtuale.

Nella nozione estremamente ampia di ricompensa “di qualsiasi natura” può ben rientrare, infatti, il diritto dell’utente di partecipare – grazie al conseguimento di ulteriori Twist – alla stessa piattaforma di gioco nella quale si è già vinto.

Tale diritto ha senz’altro un suo valore economico, ove solo si consideri che per aumentare le possibilità di gioco (rispetto alle possibilità di partenza riconosciute con il quantitativo-base di Twist) è richiesto il pagamento di Twist supplementari aventi un loro specifico prezzo di vendita.

Da qui la decisione di respingere sia il la richiesta di annullamento del provvedimento di oscuramento, sia il risarcimento danni.

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