Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Prima) ha accolto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società del settore giochi contro il Comune di Rimini, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della “nota 30 giugno 2022 con la quale l’Ufficio Impresa 4 del Dipartimento Città Dinamica e Attrattiva del Comune di Rimini ha riscontrato negativamente l’istanza di archiviazione del procedimento di chiusura della sala giochi presentata dalla (…) il 18 maggio precedente, in quanto, sulla base delle operazioni di misurazione effettuate dalla Polizia Municipale il 28 giugno, è stato confermato che la distanza fra la sala dedicata al gioco in Rimini, (…) e i luoghi sensibili, è inferiore a metri lineari 500; del verbale delle operazioni effettuate il 28 giugno 2022 dagli agenti della Polizia Municipale presso la sala giochi (…) per la misurazione del percorso pedonale più breve dalla sala giochi ai due luoghi sensibili, che avrebbero evidenziato il mancato rispetto da parte dell’esercizio dedicato (…) del limite distanziale di 500 metri, riscontrando rispettivamente una distanza di 320 metri rispetto allo stadio del baseball e di 471 metri dalla sede della Cooperativa Cento Fiori”, si legge nell’ordinanza pubblicata oggi.

“Considerato che con il ricorso in esame – scrivono i giudici – parte ricorrente ha ritualmente impugnato l’atto comunale datato 30 giugno 2022 di diniego dell’archiviazione da essa richiesta il 18 maggio 2022 (motivato dall’erronea misurazione delle distanze dai luoghi sensibili ai sensi dell’art 6 c. 2 -bis L.R. 5/2013) della chiusura della sala giochi (…) disposta con atto del 20 gennaio 2020 pur rimasto del tutto inoppugnato; ritenuto, ad un sommario esame, di poter apprezzare favorevolmente le esigenze cautelari attesa la non completa correttezza della misurazione della distanza (secondo il criterio normativo del “percorso pedonale più breve”) effettuata dal Comune resistente della citata sala giochi rispetto allo stadio del baseball, quale luogo definito sensibile ai sensi del citato art 6 c. 2 -bis L.R. 5/2013; considerato, infatti, che l’attraversamento pedonale in corrispondenza dell’incrocio tra via Scozia e la SS 9, completamente privo di strisce pedonali, benchè consentito ai sensi dell’art. 190 c. 3, Codice della Strada appare “prima facie” pericoloso anche nel rispetto delle comuni regole di prudenza esigibili e dunque non computabile ai fini del calcolo della distanza; considerata la sussistenza di giusti motivi per disporre la compensazione delle spese di lite della presente fase cautelare.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia – Romagna Bologna (Sezione Prima) accoglie la suindicata domanda cautelare e per l’effetto: sospende l’efficacia del provvedimento impugnato; fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 27 aprile 2023. Spese compensate”.

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