Il Consiglio di Stato ha respinto – tramite sentenza – il ricorso pressentato da una sala bingo contro Ministero dell’economia e delle finanze e Agenzia delle dogane e dei monopoli, in cui si chiedeva la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio – sede di Roma (sezione seconda) n. 4274/2019, resa tra le parti, concernente la revoca della gestione del gioco del bingo.

Nella sentenza si legge: “L’appello ripropone il duplice profilo di violazione della buona fede esecutiva ex artt. 1175 e 1375 cod. civ. – disposizioni considerate applicabili ai sensi dell’art. 1, comma 1-bis, della legge generale sul procedimento amministrativo 7 agosto 1990, n. 241, ai rapporti contrattuali dell’amministrazione pubblica – consistente innanzitutto nell’avere l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato preteso una cauzione in forma di polizza fideiussoria rilasciata da un intermediario iscritto nell’elenco speciale di cui al più volte richiamato art. 107 del testo unico bancario, quando invece all’inizio del rapporto concessorio aveva accettato una fideiussione di un intermediario iscritto nell’elenco generale di cui al parimenti richiamato art. 106 del testo unico; ed in secondo luogo per la «ristrettezza» del termine inizialmente assegnato, poi prorogato di soli 15 giorni, per la prestazione di una garanzia rilasciata da operatore abilitato dopo la non accettazione di una nuova garanzia da parte di un operatore iscritto nell’elenco da ultimo menzionato. L’appello aggiunge che nella vicenda controversa la revoca si paleserebbe come atto sproporzionato, in relazione alla possibilità convenzionalmente stabilita di sospendere la concessione fino ad un massimo di 3 mesi, la quale «avrebbe costituito la misura (…) idonea a contemperare le contrapposte esigenze».

2. Entrambi i profili dedotti nell’appello sono infondati.

3. Con riguardo al primo è dirimente la circostanza che con la richiesta di una fideiussione rilasciata da un intermediario iscritto nell’elenco speciale ex art. 107 del testo unico bancario l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato si è conformata al parere reso da questo Consiglio di Stato sullo schema di convenzione generale per le concessioni relative alla raccolta dei giochi pubblici (parere della III sezione reso nell’adunanza del 15 marzo 2007, n. 1299). L’esistenza di una ragione obiettiva a fondamento della richiesta, pur di segno diverso rispetto all’iniziale accettazione di una fideiussione invece emessa da un intermediario iscritto nell’elenco generale di cui all’art. 106 del testo unico bancario, impedisce pertanto di ravvisare nell’operato dell’amministrazione concedente una scorrettezza in sede esecutiva ai sensi delle disposizioni del codice civile richiamate nell’appello.

4. Del resto, come statuito sul punto dalla sentenza di primo grado, l’iniziale accettazione di una polizza fideiussoria emessa da un intermediario invece iscritto nell’elenco generale di cui all’art. 106 del testo unico bancario non poteva fondare alcun affidamento del concessionario sul fatto che l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato mantenesse un simile atteggiamento lungo l’intera durata del rapporto concessorio. Ciò avuto riguardo al diverso regime allora vigente per gli operatori iscritti nei due diversi elenchi di cui alle più volte richiamate disposizioni del testo unico bancario, ed in particolare alla maggiore consistenza dal punto di vista patrimoniale e in termini di volumi operativi degli intermediari di cui all’art. 107 del testo unico, come tali soggetti alla vigilanza prudenziale della Banca d’Italia, a differenza di quelli invece inseriti nell’elenco generale ex art. 106 del medesimo testo unico, donde una maggiore affidabilità delle garanzie rilasciate dai primi.

5. Nessuna scorrettezza o sproporzione è inoltre configurabile nell’adozione della revoca all’esito del mancato rispetto del termine assegnato al concessionario per presentare una fideiussione idonea. La motivazione del provvedimento impugnato dà infatti conto delle plurime richieste dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato di sostituzione della polizza fideiussoria originariamente rilasciata dall’intermediario poi cancellato dall’elenco ex art. 106 del testo unico bancario, fino alla comunicazione con raccomandata in data 29 luglio 2008, ricevuta dalla (…) il successivo 4 agosto, di avvio ex art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, del procedimento di revoca della concessione. Di seguito la motivazione riferisce inoltre dell’invio da parte di quest’ultima di una «delibera favorevole della Banca Popolare di Garanzia al rilascio della fideiussione», che l’amministrazione ha riscontrato con raccomandata del 27 ottobre 2008, con cui ha comunicato l’assegnazione di un termine di 15 giorni «per il deposito della stessa», con l’avviso che l’inutile decorso di questo avrebbe comportato la revoca della concessione. Il provvedimento conclusivo è infine giunto a distanza temporale superiore, posto che esso è stato emesso l’8 gennaio 2009, e non risulta che nel frattempo la (…) abbia ottemperato alla richiesta di deposito della polizza fideiussoria.

6. Dalle vicende procedimentali così come descritte nella motivazione del provvedimento impugnato non è dunque possibile imputare all’amministrazione finanziaria alcuna scorrettezza contrattuale nell’assegnazione del termine al concessionario per prestare una garanzia idonea, dal momento che quest’ultimo è stato posto nelle condizioni di conformarsi alla richiesta della prima, né perciò una sproporzione nella revoca della concessione.

7. L’appello deve pertanto essere respinto, con conseguente conferma della sentenza di primo grado, ma per la natura delle questioni controverse le spese di causa possono essere compensate”.

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