Era stato accusato di avere abusivamente esercitato l’attività di raccolta scommesse su eventi sportivi attraverso l’utilizzo di un bookmaker comunitario. Assolto in primo grado con sentenza del maggio del 2019, un uomo di Alcamo (TP) era stato poi citato in appello dopo che la procura della Repubblica di Trapani aveva impugnato la sentenza di assoluzione. Adesso il titolare del centro scommesse di Alcamo è stato assolto anche in appello perché il fatto non sussiste. E’ quanto si legge su alpauno.com.

La Corte d’Appello di Palermo, durante il dibattimento, ha nuovamente ascoltato i tre funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che avevano effettuato ispezione e accertamento nel 2016 dai quali è scaturito il procedimento penale. Questi hanno ribadito il loro parere e cioè le mancanze riscontrate presso la sede dell’attività. In particolare il mancato possesso dell’autorizzazione rilasciata dalla Questura di Trapani. La corte d’appello ha però sposato la tesi del legale dell’uomo, imperniata su un parere del Consiglio di Stato del 2020 con cui è stata definitivamente chiarita la natura non autorizzatoria della preventiva comunicazione dell’inizio dell’attività di raccolta scommesse alla Questura competente.

Secondo l’avvocato “la pronuncia della Corte di appello di Palermo ristabilisce la corretta attuazione dei principi comunitari, volti a garantire parità di condizione nell’esercizio dell’attività imprenditoriale sul territorio europeo, nel solco tracciato dal legislatore italiano con gli interventi correttivi degli ultimi anni”.

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