“Introdurre limiti orari agli apparecchi da intrattenimento nelle sale gioco, sale scommesse ed esercizi pubblici, rischia di rivelarsi uno strumento inefficace nel contrasto al gioco patologico. Ma potrebbe semplicemente comportare la migrazione dei consumatori da un comune all’altro o, peggio, il passaggio dalle macchine da intrattenimento una volta spente al gioco on line, spesso non assoggettabile ad alcuna normativa e che non di rado sconfina nell’illegalità”.

È quanto afferma Luca Patoia, presidente della delegazione umbra di SAPAR – l’associazione nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative che in Italia rappresenta più di 1.700 imprese, con un indotto di circa 200.000 lavoratori – all’indomani dell’audizione dell’associazione in terza commissione della Regione Umbria sulla proposta di legge regionale di modifica della normativa sui giochi. “Entro breve – aggiunge Patoia -­‐ sarà la Conferenza Stato-­‐Regioni a disciplinare l’utilizzo degli apparecchi da intrattenimento, in particolare per quanto riguarda le limitazioni orarie. Non è opportuno quindi legiferare in materia, senza conoscere i contorni del quadro normativo nazionale. A meno che non si voglia correre il rischio di innescare una interminabile stagione di ricorsi che, come accaduto in altre regioni, hanno di fatto impantanato l’attuazione di simili iniziative legislative”. “Ringraziamo la Commissione per aver dato agli operatori del settore rappresentati da SAPAR l’opportunità di un confronto positivo e costruttivo” ha detto Patoia. “E siamo fiduciosi -­‐ ha aggiunto -­‐ per un’evoluzione equilibrata della normativa che consenta di trovare un punto di equilibrio tra la necessaria tutela sociale, l’ordine pubblico, la difesa delle imprese e il relativo indotto occupazionale”. La delegazione SAPAR, che oltre al presidente regionale Patoia era composta anche da Claudia Procacci e Andrea Savini, ha confermato di “non avere alcuna obiezione sul contenuto della legge regionale laddove si equiparano le distanze dai luoghi sensibili previsti per le sale gioco a quelle per le sale scommesse. E siamo d’accordo – ha sottolineato Patoia – anche sullo sforzo che deve essere fatto per la sensibilizzazione e la formazione degli operatori come primo passo per il contrasto ad ogni forma di gioco patologico”. Per quanto riguarda gli orari, invece, la delegazione di SAPAR ha messo in guardia sui rischi che questa iniziativa potrebbe comportare, sia in termini di ricorsi, sia perché inefficace nel contrasto al gioco patologico.

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