La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, con sentenza pubblicata lo scorso giovedì 28 novembre 2019, ha accolto il ricorso proposto da un’Associazione Sportiva Dilettantistica avverso un avviso di accertamento che aveva accertato nei suoi confronti l’imposta unica sulle scommesse, oltre alle relative sanzioni, per l’anno d’imposta 2013.

Nel corso del 2013, infatti, l’ASD aveva installato presso i propri locali degli apparecchi comunemente noti come “Totem”, contenenti alcuni promotional games. A seguito di ispezione della GDF presso l‘ASD a inizio del 2014, i militari procedevano al sequestro dei Totem, contestando all’ASD e al suo rappresentante legale il reato del gioco d’azzardo di cui all’art. 4, L. 401/1989, oltre all’evasione dell’imposta unica, in quanto i Totem in questione avrebbero agevolato la creazione di punti fisici volti alla raccolta del gioco a distanza.

Con successivo avviso di accertamento, l’Agenzia delle Dogane, rigettando le osservazioni presentate dal contribuente, procedeva al recupero dell’imposta unica per l’anno 2013, per un ammontare di € 9.291,57, oltre a sanzioni per € 11.149,88 e relativi interessi.

Con ricorso ritualmente notificato, tramite l’assistenza degli Avv.ti Cino Benelli e Niccolò Cianferotti (in foto) dello Studio Legale Benelli, l’ASD proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, deducendo due principali motivi di gravame: l’assenza di prove circa l’asserita raccolta di scommesse tramite i “Totem”; e la mancanza dei presupposti di legge a fondamento del recupero impositivo, in quanto tali apparecchi sono stati assoggettati all’imposta unica solo tramite l’art. 1, c. 646, lettera b) della L. n. 190/2014, entrato in vigore il 1° gennaio 2015. Contestava quindi l’applicazione retroattiva dell’imposta unica al caso di specie.

L’ASD ricorrente, inoltre, deduceva che, prima del 2015, l’installazione dei “Totem” era esclusivamente oggetto di repressione penale al ricorrere dei presupposti normativi dell’art. 718 c.p. (esercizio di gioco d’azzardo) e art. 4, L. 401/1989 (esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa), ma non tributaria. A questo proposito, infatti, il legale rappresentante dell’ASD era stato coinvolto in un parallelo procedimento penale, dal quale era stato però assolto perché il fatto non sussiste, con sentenza passata in giudicato il 4 febbraio 2019.

La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, in accoglimento del ricorso, annullava l’avviso di accertamento impugnato, con le seguenti motivazioni: “A parere della Commissione entrambi i rilievi sono condivisibili non ritenendo poter dare efficacia retroattiva a norme, seppur di modifica, introdotte nel 2014 con l’indicazione degli apparecchi “Totem” e avendo verificato che dalla parte ricorrente sono stati esibiti i documenti con cui è stata dimostrata l’infondatezza dei rilievi penali imputati al legale rappresentante con la sentenza del tribunale di Pistoia passata in giudicato il 4 febbraio 2019”.

La sentenza ribadisce due fondamentali principi del sistema tributario: quello della riserva di legge di cui all’art. 23 Cost., per il quale “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”, e quello di irretroattività delle disposizioni tributarie, previsto dall’art. 3 dello Statuto dei diritti del Contribuente.

In conclusione, i Giudici di primo grado hanno correttamente preso atto della mancanza dei presupposti di legge alla base dell’atto impositivo, annullandolo.