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(Jamma) – “Sensazionalismo e dati sbagliati sui giochi stanno portando a interventi che costituiscono un vero e proprio colpo di grazia per la nostra categoria”.

E’ quanto dichiarato dal presidente della Fit Giovanni Risso in apertura del convegno “Liberi di scegliere: Basta proibizionismo” che si è svolto a Torino nella sede di “Torino Incontra” su iniziativa dell’Istituto Friedman, della Federazione Italiana Tabaccai e del Sindacato Totoricevitori Sportivi.

“Se si guardano le cifre reali e si calcola quello che realmente un giocatore spende, non quello che gioca sommandolo alle vincite che poi rigioca, si arriva ad una spesa media di meno di €0,50 al giorno. Cifra ben lontana da quelle sbandierate dai giornali e che hanno portato alle decisioni drastiche della giunta di Chiamparino” ha aggiunto Risso.

“Il dialogo con i politici e soprattutto con la Regione al momento non mi pare aperto. Abbiamo chiesto diverse volte un incontro alla Regione, l’ultima risposta che ci hanno dato è che non ci sono novità e non ce ne saranno. E questo significa che non c’è apertura per un dialogo. La protesta nasce proprio da questa risposta che è una vera e propria chiusura. I numeri che riguardano la ludopatia e che daremo oggi, sono in realtà molto bassi perché bassa è la cura che viene predisposta per i ludopatici che sono pochissimi – ha proseguito Risso -. Mi pare che in Italia sono circa 12mila e non è un dato nostro ma delle Asl. In Piemonte riteniamo quindi, sempre confrontandoci con i dati delle Asl, che i giocatori patologici siano lo 0,003% della popolazione. In Piemonte ci sono almeno 2.900 tabaccherie, che sono la rete legale dello Stato e intercettiamo una buona parte della popolazione perché da noi entrano, su tutto il territorio italiano, 13 milioni di persone ogni giorno per cui siamo pronti ad affrontare qualunque persona che entri e che non sia in linea con quello che dovrebbe fare in una tabaccheria e specialmente se deve giocare. Noi siamo una categoria formata professionalmente per legge e non possiamo rifiutarci perché, lo ribadisco, siamo una rete dello Stato e ogni nove anni lo Stato ci rinnova le licenze o meno, a seconda se siamo preparati. La nostra formazione riguarda anche la capacità di individuare le patologie dell’azzardo. Lavoriamo su testi autorizzati dai Monopoli e, dopo la formazione che facciamo noi come Fit, l’esame viene fatto ai Monopoli. In Italia nessun altra categoria è così preparata e formata. Il nostro messaggio quindi per la Regione Piemonte è ora quello di incontrarci e parlare, rivedere questa norma che è assurda perché praticamente le slot si dovrebbero chiudere tutte, sia nelle tabaccherie che negli altri locali, creando spazio per il gioco illegale che invece lo Stato con tanto lavoro in questi anni era riuscito a combattere e oggi invece con una legge si cancella tutto. Quando c’è proibizionismo, nasce l’illegalità. Purtroppo questa norma è nata senza un dialogo. Noi l’abbiamo letta quando è stata fatta ed è stata una catastrofe che ha colpito tutti, cittadini, la nostra categoria ma anche lo Stato italiano che ha perso delle entrate importanti. Oggi faremo anche una manifestazione di fronte alla Regione – ha concluso Risso –, durante la quale il Prefetto ci ha confermato che ci ascolterà”.

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