“Una cosa è certa: se c’è un’attività che ha dei profili sociali di attenzione, è giusto che sia lo Stato a regolarla e che sia lo Stato a fare da organo di vigilanza. Far finta che questo tipo di attività non esista equivale a lasciare campo libero alle attività illegali e questo è pericolosissimo, perché vuol dire mettere i nostri cittadini che giocano 2 euro, 5 euro, quello che è insomma, in una condizione di far west e non va bene”.

“Per la categoria dei tabaccai ricevitori di giochi pubblici – scrive in una nota il Sindacato Totoricevitori Sportivi – è questo il passaggio più significativo dell’intervista al Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, realizzata da Emilio Albertario per L’Eurispes.it, la rivista on line dell’omonimo istituto di ricerca”.

Alla domanda del giornalista circa la ripresa del settore dopo la lunga chiusura dei giochi durante il lockdown, il numero 1 dell’ADM, nel precisare che la perdita per l’Erario è nell’ordine di “qualche miliardo”, sottolinea che il vero problema è lo spostamento dei giocatori verso le piattaforme illegali. Spostamento che è stato solo in parte intercettato dall’Agenzia e dalla Guardia di Finanza che, in piena fase 1, hanno implementato le attività di controllo sulle sale abusive. Alla luce di ciò – afferma Minenna – “il tema è come riportare sotto governance pubblica queste attività”.

“È una dichiarazione di guerra contro il gioco illegale e, nello stesso tempo, un impegno alla salvaguardia dei punti di gioco autorizzati di cui i tabaccai ricevitori rappresentano una parte consistente. Ci aspettiamo dunque che l’enforcement delle attività di controllo sia particolarmente orientato a scovare le bische clandestine e i punti irregolari tutt’ora operanti sul territorio nazionale. Più che l’emergenza sanitaria, a minacciare la ripresa delle tabaccherie ricevitorie, già duramente colpite dal periodo di chiusura dei giochi, è infatti proprio l’offerta illegale” conclude Sts.