“In questo periodo di gravissima difficoltà per il nostro Paese anche i tabaccai sono stati chiamati ad offrire il proprio contributo alla collettività rivendendo generi di monopolio ma continuando soprattutto ad erogare ai cittadini servizi di pubblica utilità”. E’ quanto afferma Francesco Marigliano, presidente provinciale della Federazione Italiana Tabaccai, ricordando che la categoria offre un servizio lo fanno “con il consueto senso del dovere, pur nella consapevolezza di mettere a repentaglio la propria salute e quella delle proprie famiglie”.

Marigliano sottolinea tuttavia che per le 1.700 tabaccherie costrette a restare aperte nella provincia di Napoli, “è un periodo assai impegnativo. L’attività ha infatti subito un crollo del fatturato del 50% dovuto alle legittime restrizioni alle attività dei giochi” e “gli esigui margini certamente non bastano a sostenere i costi aziendali”.
Inoltre “la maggior parte degli adempimenti finanziari dei tabaccai è direttamente o indirettamente riferibile all’Erario e corredata di tempistiche estremamente brevi e stringenti”.
“Le Poste hanno ridotto gli orari in tante città, le banche ricevono per appuntamento e i cittadini sono in difficoltà. I tabaccai – continua Marigliano – sono rimasti in alcune zone gli unici ad assicurare alcuni servizi essenziali. Le bollette non sono state sospese e la gente le deve pagare, le persone utilizzano molto di più i cellulari e le ricariche vanno fatte. Il videogioco per i figli che stanno a casa si compra con un codice di acquisto, e poi marche da bollo, biglietti treni e autobus, ricariche Postepay e bonifici”. Infine Marigliano ricorda che “nelle scorse settimane i tabaccai napoletani hanno denunciato diversi furti e altri episodi criminali e la Federazione italiana tabaccai con una nota ufficiale ha scritto al Prefetto Valentini che tempestivamente si è attivato per sensibilizzare le forze dell’ordine”.