Un “super green pass” che consenta a chi è immunizzato o guarito di continuare a frequentare bar, ristoranti, piscina, teatri anche se i contagi continuano a salire e i numeri delle terapie intensive peggiorano, escludendo invece dalle attività ludiche chi “ha fatto una scelta diversa”, pur avendo a disposizione ancora l’opzione tampone per andare a lavorare. I presidenti delle Regioni hanno ribadito la loro pressante richiesta in un incontro con il Governo e quest’ultimo, visti anche gli ultimi dati, accelera la pratica. Oltre al cambiamento della certificazione verde, il “pacchetto” all’esame prevede:

  • l’anticipo della terza dose a cinque mesi dalla seconda;
  • l’estensione dell’obbligo per medici e sanitari;
  •  l’apertura alla terza dose per gli under 40 e l’accorciamento della durata del green pass da 12 a 9 mesi.

La riflessione in corso verte sull’opportunità di introdurre una differenziazione vaccinati/non vaccinati abbinandola al sistema delle zone e delle colorazioni attualmente in vigore o se superare quest’ultimo e cambiare paradigma. Le misure potrebbero essere esaminate già nel Consiglio dei ministri previsto per giovedì prossimo. E’ quanto scrive Confcommercio.

Sì all’obbligo vaccinale e al green pass rafforzato. Fipe sceglie la strada della chiarezza intervenendo nel dibattito in corso sulle misure da adottare per affrontare l’ennesima ondata della pandemia. “Abbiamo una priorità ed è quella di non richiudere. Abbiamo già dato e non possiamo ritornare indietro perché questo avrebbe un effetto devastante per noi e la nostra filiera. Per questo siamo favorevoli sia all’introduzione dell’obbligo vaccinale e anche al green pass rafforzato che va in questa direzione”, ha sottolineato infatti il presidente Lino Enrico Stoppani (nella foto), per il quale “la situazione attuale è preoccupante in Europa ma anche in Italia dove stanno aumentando i contagi. Un rafforzamento delle misure come il green pass rafforzato permettono di ridurre la curva dei contagi”.

Si tratta, per il presidente di Fipe, di misure che “hanno un doppio obiettivo: il primo di non richiudere e il secondo di rafforzare il piano delle vaccinazioni” e che”sono coerenti e vanno nella direzione delle promesse fatte per evitare che si arrivi a un nuovo lockdown”.

Certo, ha concluso, “ci piacerebbe tornare alla piena normalità ma in questa fase ci sono solo due strade: o torniamo a un lockdown che, come dimostrano Austria e Germania, non è purtroppo un’ipotesi così peregrina, oppure aumentiamo il numero dei vaccinati”.