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“La Valle d’Aosta ha deciso di muoversi in direzione diametralmente opposta alla Liguria, l’Abruzzo e la Puglia. Anziché posticipare l’entrata in vigore del distanziometro per difendere i posti di lavoro e le nostre piccole imprese, ne ha anticipato gli effetti al 1° gennaio 2019”. Così in una nota il Sindacato Totoricevitori Sportivi.

“La legge regionale stabiliva inizialmente che gli apparecchi da intrattenimento già installati in esercizi commerciali posti in prossimità di luoghi sensibili potessero funzionare fino al mese di giugno 2020. Nel corso di una seduta straordinaria il Consiglio della Valle ha invece stabilito di attuare il divieto dall’inizio del 2019 dando, in pratica, solo due settimane di tempo agli interessati per adeguarsi alla normativa.

Così, all’improvviso, i tabaccai valdostani dovranno spegnere le slot obbligando i propri clienti a cercare altre strade per soddisfare la propria voglia di svago.

Ma quali altre strade ci sono?

Leggendo la delibera, i giocatori potranno andare nelle sale gioco fino a giugno. Dopodiché, poiché anche per queste ultime scatterà il distanziometro, non resterà che il Casino de La Vallèe (aperto 24 ore su 24) e, ammesso che ne esistano, le sale gioco o gli esercizi commerciali sufficientemente isolati dai centri urbani.

La Valle d’Aosta ha quindi deciso di portare il gioco tramite apparecchi in un canale da cui i tabaccai, unica vera rete dello Stato, sono tagliati fuori.

Contestualmente, il Consiglio Regionale ha evidenziato come sia necessario porre in essere ogni iniziativa utile a salvare dalla grave crisi il Casinò di Saint Vincent, gestito da una società partecipata dalla Regione Valle D’Aosta (al 99,955%) e dal Comune di Saint Vincent (0,044%). Il motivo riguarda la tutela dei posti di lavoro sia della casa da gioco che dell’indotto.

Premesso che condividiamo le preoccupazioni sulla sorte del Casinò e che siamo pienamente solidali con i lavoratori che rischiano il licenziamento, riteniamo curioso come la questione risulti rilevante solo per la società partecipata, mentre i problemi delle imprese private e dei dipendenti di tali imprese che erogano gioco legale per conto dello Stato non provocano alcun interesse nei consiglieri Regionali Valdostani. Un atteggiamento che dobbiamo duramente censurare.

Per quanto riguarda la presunta lotta alla dipendenza da gioco d’azzardo, i giocatori hanno comunque la possibilità di continuare a recarsi nella casa da gioco o, con un piccolissimo sforzo, possono andare oltre confine dove nessuno li giudica per ciò che fanno.

Il solito disastro”.

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