ticket redemption

“Secondo quanto emerso dall’ultimo decreto direttoriale di Adm le cose si sono complicate, soprattutto l’auspicio di una concertazione si è infranta con una evidente incomunicabilità”. E’ quanto emerso agli Stati Generali dell’Amusement, con focus sulle nuove regole tecniche degli apparecchi da intrattenimento comma 7.

Per Alessandro Lama (Presidente Federamusement), non c’è più tempo da perdere: “Dobbiamo decidere come interfacciarci sulle problematiche emerse, che non sono poche. Le ticket redemption, il rapporto con lo spettacolo viaggiante, la duplicazioni di documentazione, ci sono decine di quesiti che abbiamo presentato ai Monopoli. La mancanza di una risposta a tutto questo ci sta portando a decisioni molto complesse e gravi che saranno un forte segnale per la nostra controparte, devono capire che non si può essere sudditi sempre”. Più diplomatico Gennaro Parlati (Acmi): “La situazione è grave, io sono per dare un’ultima chance alla possibilità di dialogo. Spero possa emergere ancora un confronto con i Monopoli di Stato”. Marco Raganini (Associazione Nazionale Bowling e Intrattenimento) ha aggiunto: “Bisogna prendere in considerazione l’ipotesi di convenzionarci con l’avvocato Benelli e interloquire tutti insieme. Quello che è mancato negli ultimi anni è stata la consapevolezza piena di quello che stavamo facendo, di qualcuno che rendesse consapevoli i gestori delle sale giochi, il tutto servirà per valutare la possibilità di un ricorso”. Sul tema è intervenuto anche Maurizio Crisanti (Anesv): “Nello spettacolo viaggiante ci sono migliaia di apparecchi del comma 7 e successivi. Siamo preoccupati dal provvedimento, in particolare per le modalità con le quali è stato concepito senza essere ricevuti. A una lettura generale nel 2022 ci saranno migliaia di macchine che dovranno smettere di lavorare. Siamo con voi, riteniamo che sia utile affrontare questa situazione in modo congiunto. Nessuno di noi ha avuto la possibilità di interloquire con la parte politica e i tecnici che hanno concepito questa determina che colpisce trasversalmente miglia a migliaia di operatori”. Paolo Dalla Pria (Sapar Servizi) si è detto “molto preoccupato per questa nuova normativa. Anche io però per ora procederei ancora con il dialogo”.

Più duro Roberto Marai (Consorzio FEE): “Questa riunione di oggi, così coesa, è ben auspicante per quanto riguarda il futuro. Questa deve essere la prassi per affrontare le nostre problematiche. Il dialogo va bene ma dopo un anno di pandemia, con le aziende sull’orlo del tracollo, avere un’amministrazione che non tiene assolutamente conto delle nostre esigenze è inaccettabile, penso che bisogna attrezzarsi per difendersi. Così non può andare bene. Abbiamo migliaia di problematiche sul tavolo a cui nessuno dà risposte. Prepariamoci anche per la guerra”. Sulla stessa linea Vanni Ferro (New Asgi Italia): “Convengo con Marai, i gestori sono in questo momento disperati. Abbiamo le sale aperte con i giochi dentro e non sappiamo se possiamo tenerli. Sulle ticket redemption la situazione è complicata, rischiamo di essere abusivi al 100% e non otteniamo risposte da parte di nessuno. E’ il momento di fare qualcosa, questo assenteismo da parte dell’amministrazione pubblica che cancella da un giorno all’altro investimenti è un palese abuso di potere, è una situazione surreale. Capisco la soluzione diplomatica, ma ci abbiamo già provato in tutti i modi. Acceleriamo”.

L’avvocato Cino Benelli ha provato a fare un po’ di chiarezza: “Fare un ricorso al Tar non significa muovere guerra verso l’amministrazione. Significa aprire un dialogo davanti al giudice, un dialogo che è mancato. Queste regole tecniche molto astratte e lontanissime dal principio di realtà sono state partorite in maniera del tutto unilaterale, il ricorso è un modo per ripristinare il dialogo. Il decreto agosto conferisce all’Adm una delega in bianco, infatti dice solo che bisogna prevenire il gioco d’azzardo. Sembra che il monopolio non abbia considerato due esigenze, che sono verità emerse dal manuale di attuazione della direttiva servizi della Commissione Europea, dalle parole dello stesso Commissario Europeo e da tre sentenze della Corte d’Appello di Firenze che hanno chiarito come il settore degli apparecchi senza vincita in denaro sia liberalizzato, quindi vi devono essere delle ragioni eccezionali per sottoporlo alla stessa disciplina dei Comma 6, ossia del gioco d’azzardo lecito, che non è liberalizzato. Invece in questo caso il gioco senza vincita viene assimilato a quello a vincita in denaro, con l’unica differenza dell’assenza della concessione. Si applica una norma che punisce qualsiasi violazione di questa disciplina senza distinzione tra apparecchi con e senza vincita in denaro. Vengono disattesi totalmente i principi della liberalizzazione”. Sui totem Benelli ha chiarito: “Sono apparecchi che fanno concorrenza ai Comma 6, non ai Comma 7, quindi non si capisce come si possa supportare quanto stabilito dalla determinazione direttoriale”. Infine “questa riforma non è ancora attuata compiutamente, è difficile quindi dire se le misure possano essere immediatamente operative, soprattutto in assenza di linee guida, che a me non risultano pubblicate. Attualmente secondo me si impedisce la collocazione degli apparecchi. In merito alle ticket redemption va evidenziato che non potevano essere inserite nel decreto, l’unica strada era far finta di non vedere queste 180mila macchine che sono in giro, questo perchè non sono mai state introdotte delle regole previgenti. Il ricorso al Tar prevede un termine di decadenza, 60 giorni dalla pubblicazione del 18 maggio 2021. Quindi va fatto entro questa data. Va sottolineato inoltre che non si può adire direttamente alla Corte di Giustizia Europea”.

In chiusura Alessandro Lama (Presidente Federamusement) ha spiegato: “I ricorsi, se li faremo, saranno due, uno per produttori/importatori e uno per le sale”.