“Per quanto riguarda il sostegno alle attività economiche chiuse mi preme solo sottolineare che se ci sono attività che sono state chiuse per decreto ci sono altrettante aziende chiuse perché i loro clienti sono proprio quelle attività sul quale il decreto è intervenuto. Penso ad esempio alla ristorazione e alla sua relativa filiera, le aziende ad esempio di noleggio e sanificazione del tessile sono rimaste chiuse perché senza lavoro dal momento che il cliente non poteva esercitare la sua attività per decreto. Quindi il sistema dei servizi connessi al driver della ristorazione sono rimasti sempre aperti per decreto ma non hanno di fatto lavorato. Quello che chiediamo è di prevedere all’interno del fondo anche un intervento sulle filiere colpite. Filiere che possono essere riferite al sistema dei codici ateco del Dl Ristori bis che individuavano le attività colpite direttamente o indirettamente dalla pandemia, che offre già un elenco molto puntuale della attività racchiuse in filiera. La misura, tra le altre cose, vanta una copertura a nostro avviso di scarsa entità rispetto alle effettive necessità riscontrate dalle attività chiuse e dalle filiere”. E’ quanto evidenziato nella memoria rilasciata dal Presidente di Confindustria Servizi, Hygiene, Cleaning & Facility Services, Labour Safety Solutions, Lorenzo Mattioli, nell’ambito dell’audizione in Commissione Bilancio della Camera su Dl Sostegni Bis.

Nella memoria rilasciata da Confimi Industria si legge invece “da non tralasciare l’importanza dei contributi per le attività economiche che sono rimaste chiuse per almeno quattro mesi, fra il primo gennaio 2021 e la data di conversione del decreto”.