Ieri in Camera di Consiglio al TAR Veneto, Sezione 3, è stato discusso il ricorso presentato il 12/05/2020 in merito alla deliberazione della Giunta regionale n. 2006 del 30.12.2019 – Orario di esercizio delle sale giochi (ex art. 86 tulps) e di utilizzo degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincite in denaro, collocati in altre tipologie di esercizi commerciali.

Il ricorso è stato respinto ed è il primo di una serie di iniziative che gli operatori hanno avviato sulla applicazione delle limitazioni orarie per la raccolta del gioco si Stato.

In questo difficile momento per gli operatori del gioco, mentre stanno cercando di riprendere le attività con le limitazioni necessarie per il distanziamento sociale e il contrasto alla diffusione del Covid-19, la notizia del respingimento del ricorso arriva come una doccia fredda.

Naturalmente occorre leggere le motivazioni espresse dai giudici del TAR Veneto nell’ordinanza ma, come accade spesso negli ultimi tempi, con il respingimento il settore sconta la mancata capacità di coordinazione tra le diverse iniziative a tutela del settore, una vera e propria incapacità di fare fronte comune per un bene condiviso, stabilendo di volta in volta se opportuno avviare azioni legali o perseguire attività politica di persuasione e convincimento.