“Speravo si fosse passati oltre, ma dopo le infelici parole del senatore Salvini e dell’onorevole Crimi mi rendo conto sempre di più che siamo lavoratori di una categoria inferiore. Vedete cari onorevoli, dietro al “male”, perché cosi veniamo apostrofati noi del settore del gioco legale ci sono dipendenti, operai e collaboratori che alla pari degli altri hanno famiglie, speranze, una vita da vivere e nel 90% dei casi un mutuo da pagare”. Così in una nota il presidente nazionale del Cni, Gianmaria Chiodo (nella foto).

“Quindi esultare o minimizzare i lavoratori di questo settore è vergognoso! Siamo un’industria anche noi, delle awp, vlt e sale scommesse alla pari di altri segmenti del gioco (lotto, superenalotto, gratta e vinci ecc. ecc.) ma su quelli non è stata detta alcuna parola.

Quindi fatemi capire siamo “brutti, sporchi e cattivi” solo perché una slot si vede fisicamente, ha luci e suoni?

Siamo in un momento epocale ove si sta cercando di ripartire mentre all’orizzonte si avvicina una repressione economica di proporzioni disastrose e voi continuate a fare propaganda elettorale, io credo che sia il caso di abbandonare la demagogia e di impegnarsi realmente alla ripartenza del paese.

Molte piccole e medie imprese del nostro settore non riusciranno a ripartire e il mio pensiero vola alle famiglie di quei colleghi imprenditori e dei loro dipendenti. Siamo la terza entrata erariale dello Stato, facciamo gioco ma gioco legale come sono legali alcol e tabacchi. Non ci stiamo a fare da capro espiatorio riempiendo le casse dello Stato!” conclude Chiodo.