Domenico Distante, presidente di Sapar, ricorre ai social, come ormai sembra inevitabile, per cercare un contatto con il vicepremier Di Maio, dopo l’esternazione di quest’ultimo sulla protesta promossa da AGCAi contro le ultime misure del governo decise per il settore dell’apparecchio da intrattenimento a vincita. “Caro Ministro, vorrei sottolinearLe ancora una volta che rappresento la categoria dei “gestori”, quelli che comprano gli apparecchi da intrattenimento, li installano e fanno assistenza presso gli esercizi, bar, tabacchi, sale bingo, sale gioco e sale scommesse. Un settore che offre lavoro a migliaia di persone. Siamo quelli da non confondere con i “concessionari”, scrive Distante.

Siamo però anche quelli che pagheranno il prezzo più alto dovuto all’aumento del Preu. I provvedimenti del suo governo avranno come effetto immediato la chiusura di tante piccole e medie aziende che creano occupazione e indotto ma sulle quali ricade una insostenibile tassazione.

Lei è ancora convinto che la tassazione colpisca i “concessionari”. NON È AFFATTO VERO PERCHÉ CHI SUBIRÀ DRASTICHE CONSEGUENZE SARANNO I GESTORI CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON LE LOBBY.

Rispondo ai suoi post poiché tutte le mail a Lei inviate e le mie richieste di incontro sono state sistematicamente ignorate.

La esorto ancora una volta a darci ascolto invitandola alla conferenza stampa convocata dalla Sapar il 6 febbraio in occasione della presentazione della manifestazione nazionale in programma a Roma alla quale chiameremo a raccolta tutti i lavoratori del settore che non chiedono il reddito di cittadinanza, chiedono soltanto di poter lavorare e garantire un futuro alle loro famiglie”.