“Speravo che essendo tornato un esperto del settore si potesse avere un giovamento e la riapertura di un dialogo con gli esponenti del governo dopo il vergognoso silenzio dei rappresentanti del M5S. Quindi mi rivolgo a lei sottosegretario Baretta, evidentemente nella mia valutazione devo aver frainteso qualcosa. Vede nella sua ultima dichiarazione ha detto testualmente che si aspetta reazioni dell’industria asserendo che lei è pronto, beh la parola “industria” non è esatta, oramai siamo come dei muli stanchi, frustati e sfruttati da un padrone (il governo) che attinge al nostro settore come a uno sportello bancomat”. Così in una nota il presidente CNI, Gianmaria Chiodo.

“Sì, al nostro settore, ma non tutto. Già, caro sottosegretario, difatti la tassa sulla fortuna è stata rimodulata. Avete fatto il solito gioco al massacro salvando i vostri interessi, prendendovela sempre con il più debole, le piccole e medie imprese, state martoriando un settore che è oramai allo stremo rischiando il default economico di povere persone che lavorano oramai 18 ore al giorno per guadagnare nel più dei casi meno di quanto paghino un proprio operaio. Ma avete davvero così tanta voglia di dare il reddito di cittadinanza a altre svariate centinaia di migliaia di famiglie che se salta il settore finiranno disoccupate? Ora le chiedo da uomo, presidente, e parte del comparto che state annullando: parli chiaro, ci dica cosa vuol fare. Vuole distruggere anche i pochi imprenditori onesti regalando alla criminalità organizzata ciò che nel 2004 gli era stato tolto? Non avete i mezzi né gli uomini per poter contrastare tutto il gioco illegale, noi aziende sane e operatori onesti eravamo la vostra migliore arma.

Quindi caro sottosegretario vogliamo sapere quale è il suo fine ultimo? E la prego non faccia demagogia dicendo che vuole regolamentare il settore, eravamo già regolamentati di nostro. Lo dica sottosegretario, dica che vuole distruggere le P.M.I., il nostro comparto è come una mucca stanca che non produce più latte perché avete talmente munto che è finito. Se davvero vuole regolamentare il settore cominci a tassare le lotterie nazionali che non sono mai state toccate, noi non abbiamo più niente da dare, il comparto è in agitazione e sinceramente davvero non sappiamo più come tenerli calmi” ha concluso Chiodo.

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