“Se tutto va secondo le ultime previsioni, la fase “2” partirà il 4 di maggio. Se, trascorsi questi ulteriori 20 giorni, si potrà finalmente far ripartire le attività economiche, auspichiamo che tra queste vi siano fin da subito anche i punti di raccolta fisici dei giochi. Sarebbe una cosa positiva sotto tanti aspetti”. Lo scrive il Sindacato Totoricevitori Sportivi.

“Il primo e, in considerazione del momento storico, il più importante: il ritorno a quella quotidiana socialità, per quanto diversa e distanziata, che il coronavirus ci ha strappato violentemente e improvvisamente.

Il secondo: una spallata al gioco illegale che, stando a più di un segnale, si sta avvantaggiando della chiusura dei punti di raccolta autorizzati.

Il terzo: il contributo alla riattivazione dell’economia in senso lato, attraverso l’investimento, anche se inizialmente contenuto e comunque graduale, in prodotti di gioco legale.

Analisi ancora in difetto ci parlano di perdite per decine di milioni al giorno per il settore considerato nel suo complesso. Parte di questi soldi è intercettata dalla criminalità organizzata, altra parte semplicemente non viene investita contribuendo così al ristagno dell’economia.

Ecco perché la ripartenza avrà bisogno anche dei giochi pubblici anzi, non potrà farne a meno.

Facciamo parte di un comparto vitale per l’Erario che fino al giorno prima dello scoppio della pandemia è stato sottovalutato o, peggio, stigmatizzato. Oggi, risulta tra i settori che meglio potrebbero contribuire alla ripresa del Paese seppur con tutte le annesse e connesse difficoltà.

Previa adozione di tutte le misure preventive, noi, rete legale, siamo pronti a restituire ai giocatori il loro momento di svago apportando contemporaneamente un po’ di ossigeno al sistema nazionale” conclude Sts.