Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “L’Italia è il paese per antonomasia delle scommesse sportive. Solo nel 2014, gli italiani hanno investito in ogni tipologia di gioco – d’azzardo o meno – quasi 80 miliardi di euro. Ad aprile 2015, le cifre si sono più che raddoppiate: nelle scommesse sportive gli italiani hanno investito circa 490 milioni di euro con un incremento del 33% rispetto all’anno precedente”.

Sono questi alcuni dei dati raccolti da Codacons sul fenomeno delle scommesse sportive, una tendenza che ha preso piede in tempi relativamente recenti. Infatti è a partire dal 2004 in poi che scommettere su qualsiasi tipo di evento sportivo diventa un vero e proprio fenomeno di costume.

“Nonostante gli importanti volumi di affari, però, l’Italia ha un ben triste primato: è infatti il paese che ha il più alto numero di scommesse di calcio con esito negativo. Il profilo medio di colui che scommette nello sport (soprattutto sul calcio) è un soggetto di sesso maschile (nell’85% dei casi), con un’età che si aggira intorno ai 43 anni. Possiede un livello di studio che può essere definito medio alto e nella maggior parte dei casi (79% dei casi), e possiede un lavoro. Interessante notare come anche gli scommettitori di sesso femminile stiano progressivamente aumentando: infatti il 15% del totale degli scommettitori è rappresentato da persone di sesso femminile. Secondo gli esperti, però, tale percentuale sarà destinata ad aumentare tanto che nelle pubblicità dedicate, ad esempio, alle piattaforme di scommesse online, la presenza femminile è sempre più frequente.

Le cifre medie delle scommesse – prosegue il Codacons – variano molto in base alla tipologia di mezzo utilizzato. Nelle scommesse effettuate direttamente nei punti autorizzati, lo scommettitore medio gioca almeno 13 volte in un mese con una spesa complessiva di circa 57 euro ogni 30 giorni e una media di quattro eventi giocati ogni volta. Le previsioni dei leader del settore tendono a considerare il mercato delle scommesse sportive in generale e di quelle calcistiche, online, più nello specifico, un ambito in forte espansione. Complice anche la ripresa economica, per la fine del 2017 si prevede che l’importo medio mensile di scommesse calcistiche arriverà ad aumentare esponenzialmente.

Ma a tale aumento fa da contraltare un aumento delle tutele per i giocatori? La risposta per ora non può essere positiva, sotto molteplici aspetti. Prima di tutto la cospicua presenza di siti, non ufficiali, sui quali è possibile effettuare delle scommesse e puntare dei soldi; il giocatore, invogliato, punta del denaro, dando i propri riferimenti bancari e della carta di credito, con il considerevole rischio di non custodire diligentemente i propri dati, che gli vengono così sottratti. Ma, con la sempre maggior presenza delle nuove tecnologie, ormai onnipresenti nella vita di tutti, soprattutto i più giovani, pensiamo, per esempio, agli smartphone, ai tablet, ecc. per giocare basta un clic su una delle tantissime app che si possono scaricare. In qualsiasi luogo ci si trovi è possibile puntare dei soldi, semplicemente cliccando un tasto sul proprio cellulare o sul proprio tablet. Il rischio, soprattutto per i soggetti di età più giovane, è quello di non rendersi effettivamente conto dei soldi che vengono effettivamente giocati e persi, finendo poi per trovarsi in situazione dalle quali è difficile uscire” conclude il Codacons.

Commenta su Facebook