Scommesse

Un operatore del settore delle scommesse invia una personale riflessione «in questi giorni neri per la nostra nazione e per la categoria a cui appartengo.

Il mio nome è Paolo Tropiano, mi occupo di punti vendita per le scommesse fisiche ed online, e son titolare di un negozio scommesse in area Bari-Sudest per conto del concessionario Sunbet.

Nel nuovo decreto del presidente Conte di ieri – afferma Tropiano – tutti abbiamo visto che la nostra categoria non è stata nemmeno menzionata perché come da titolo noi siamo nessuno…

Cari colleghi sapete bene a ciò che alludo. Son nel settore da 12 anni e ho attraversato molte fasi ma dall’inizio della mia esperienza lavorativa ho sempre notato che mai nessuna categoria è stata così insignificante (non alle casse dell’Erario però) al parere pubblico e alla politica e non dobbiamo sorprenderci che sia ancora così.

Abbiamo guardato sempre il nostro orticello personale, ci siamo aiutati sempre poco, abbiamo goduto se un collega concorrente andava in difficoltà pensando che mai ci sarebbe capitato qualcosa.
Sempre superficialità quando si iniziava a parlare di ludopatia per prendere voti, la stessa quando iniziarono la stesura delle prime leggi di distanziometro regionali e noi sempre con la stessa risposta… A NOI NON POSSON DARCI FASTIDIO!

Pensavamo tutti che il nostro contributo alle casse pubbliche, la gioia di un italiano di farsi una scommessa e dei posti di lavoro che stavamo creando erano uno scudo abbastanza forte da non farci chiudere mai, tant’è che la prima avvisaglia di pericolo l’abbiam percepita quando la situazione era diventata quasi irreparabile e le regioni ci stavano per chiudere (in verità alcune lo stanno ancora facendo) ed è li che abbiamo iniziato a incontrarci e far le prime timide proteste, sempre poco uniti però.

Lo dimostra che abbiamo un infinità di associazioni tutte che van per conto loro seguendo una linea comune astratta ma distanti, intanto ammiriamo compiaciuti la categoria tabacchi esclamando: PERBACCO QUESTI SI CHE SON FORTI! E cosa abbiamo fatto per diventare forti anche noi? Quasi nulla e nulla continuiamo a fare quando bisognerebbe unirsi sotto un’unica bandiera forte e coesa.

Se un Governo non è stato capace in 2 mesi di preparare una fase 2 con tamponi, sorveglianza attiva dei contagiati, terapie, ma è stato abile però ad elaborare un nuovo decreto che non riesce ad andare oltre lo state a casa, mascherine, distanziamento sociale senza menzionare la difficoltà con cui gli italiani riescono a malapena a mangiare. Solo dei miseri aiuti statali che non contano quella marea di spese che una qualsiasi attività o famiglia deve sostenere. Pensiamo agli affitti e alle utenze che non son state congelate. Ora non voglio far politica di cui sinceramente non sono un esperto ma la riflessione vi vuol portare a darci una risposta… Non son stati capaci di sistemare ste cose basiche figuriamoci se dovevano pensare a noi?

Chi parla per noi? Chi ci rappresenta? Dove sono i grossi concessionari? Perché in questi anni di abusi legislativi non parla nessuno o se lo fa dice sempre le stesse cose? SE CI SIETE BATTETE UN COLPO PERCHE’ SIAMO AD UN CENTIMETRO DAL BARATRO!

Spero di non essermi dilungato troppo e di avervi fatto riflettere un po’. Non ho la soluzione ma di certo è arrivata l’ora di farci sentire, di urlare, di trovare un buon avvocato professionista del settore che combatta con noi e che non abbia paura, a proposito se mi legge qualcuno si faccia avanti e promotore.

Ma nel salutarvi cari colleghi volevo soprattutto dirvi di iniziare a pensare tutti in un’unica maniera, unirci e combattere per la nostra categoria che amiamo tutti nonostante tutto… SOLO COSI’ NON SAREMO PIU’ NESSUNO».