L’Associazione Delle Agenzie Scommesse Italia, organizzazione che riunisce i titolari di agenzia di scommesse, lancia quella che vuole essere una provocazione, oltre che un messaggio chiaro rispetto a quanto sta succedendo a seguito della adozione delle ordinanze regionali in termini di riaperture.

“Le Regioni, in virtù del potere che gli è stato attribuito relativamente alla apertura delle attività di gioco, hanno scelto fissare date diverse per la riapertura. Si va dal 15 giugno al 19 giugno, per esempio in Veneto, fino ad arrivare alla metà di luglio a Trento. Una situazione paradossale, inspiegabile considerando che le caratteristiche dei punti di gioco non giustificano certo posizioni così restrittive. Il caso del Lazio, dove si potrà riaprire solo il 1 luglio, ci impone una riflessione sul valore della nostra rappresentanza. Oggi, l’invito che rivolgiamo a tutte le associazioni che il 9 giugno scorso hanno manifestato insieme a noi a Roma, è quello di non riaprire, fino a quando non sarà consentito agli operatori di tutta Italia di farlo. O tutti insieme o nessuno. Per questo invitiamo il C.N.I, A.G.S.I. – Associazione Gestori Scommesse Italia, A.Gi.Sco, A.Gi.S.i. Associazione Gestori Scommesse Italia, A.Gi.R.E. Associazione giochi e scommesse rete esercenti, C.G.S.S. Confederazione Gestori sale scommesse, C.G.L.A. – Comitato gioco legale Abruzzo, Aiess, AIGL Associazione italiana gioco legale, A.Gi.Le Associazione Gioco legale, E.M.I. Rebus, Res Cogitans, UTIS, Ascob, a NON riaprire, fino a quanto non lo potranno fare tutti gli esercenti”, conclude l’associazione in una nota.