E’ fissata per domani mattina alle 10.45, in teleconferenza, la riunione tra i sindacati del Casinò ancora in sciopero (Cgil, Cisl e Snalc) e la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Sanremo, convocata dal presidente Alessandro Il Grande. All’incontro è stata confermata anche la presenza della Uil (sindacato che non è in sciopero) mentre non ci sarà l’Ugl.

Un incontro che arriva a quasi tre settimane dal ‘muro contro muro’ tra sindacati e Cda del Casinò sulla riorganizzazione delle sale francesi e americane del cosiddetto gioco ‘lavorato’ alla casa dell’azzardo matuziano. Oggetto del contendere la volontà del management di gestire in modo differente il personale, chiudendo i tavoli nei pomeriggi dal lunedì al giovedì, nei periodi stagionali più ‘morti’.

Già alcune settimane fa i sindacati avevano incontrato il Sindaco e l’Assessore al Bilancio, ma dalla riunione non vennero mutate le decisioni del Cda. Anzi, proprio da quell’incontro le parti si sono ulteriormente allontanate, tranne l’Ugl che già dalla scorsa settimana ha abbandonato lo sciopero e dalla Uil, che ha preso la stessa decisione da lunedì.

Mentre Cgil, Cisl e Snalc hanno nuovamente ribadito, al termine dell’assemblea di ieri, la volontà di andare avanti con l’astensione dal lavoro, la Uil confida invece in un accordo che potrebbe essere sottoscritto già domani sera, quando le parti torneranno a incontrarsi con il Cda. In pratica le richieste dei sindacati dovrebbero essere riviste insieme per trovare un accordo.

Lo riporta sanremonews.it.

Intanto i sindacati che hanno confermato ieri lo sciopero (Slc Cgil, Fisascat Cisl e Snalc-Cisal) tornano sull’argomento per spiegare nuovamente le ragioni dell’astensione dal lavoro in atto.

“Lo dobbiamo alla città di Sanremo ed a tutti coloro che – dicono i tre sindacati – non conoscendo come funziona una casa da gioco, pensano ancora che il personale difenda privilegi e benefici di vario genere. La nostra non è stata un’azione decisa per ottenere qualcosa, ma una reazione ad una decisione del Cda che consideriamo poco ponderata e presa senza tenere conto di certe controindicazioni che solo gli addetti ai lavori possono realisticamente valutare”.

Le tre organizzazioni sindacali evitano descrizioni eccessivamente tecniche della loro decisione: “Ma dobbiamo segnalare che le roulette francesi e le cosiddette fair-roulette sono per loro natura destinate a giocatori di diversa tipologia. Chiudere le roulette francesi senza operare alcuni cambiamenti e senza riorganizzare l’offerta di gioco significa perdere una tipologia di clientela di alto livello acquisita nel tempo con grandi sacrifici e grande professionalità. Nel momento di difficoltà che viviamo questa prospettiva è inaccettabile. Per poter offrire un’alternativa accettabile all’attuale offerta di gioco è indispensabile disporre del tempo necessario per preparare il personale ed i giocatori interessati”.

“Questo chiediamo con tanta buona volontà – terminano i tre sindacati – ovvero che si discuta, si rifletta e si trovi il sistema di affrontare questo delicato momento riducendo i disagi e le eventuali perdite al minimo. Un Cda caparbiamente ancorato su posizioni unilaterali, non sufficientemente ponderate e condivise, danneggia la città, il Casinò e tutto l’indotto”.