A seguito dell’istituzione della ‘zona bianca’ in Sardegna, il Presidente della Regione – con l’ordinanza n.4 del 28 febbraio 2021 – ha statuito una riapertura graduale delle attività commerciali, escludendo tuttavia quelle di gioco.

«In particolare, – osserva l’associazione AS.TRO – è stato deciso di riaprire immediatamente tutte le attività di ristorazione, i bar, i pub, le caffetterie ed assimilabili mentre, per i prossimi giorni, è in programma la ripartenza delle palestre, delle scuole di danza e dei centri commerciali nelle giornate di sabato e domenica.

Si tratta, con tutta evidenza, di attività che presentano rischi di contagio analoghi se non superiori a quelli potenzialmente connessi alle attività di sale gioco, sale bingo e sale scommesse ove, in base ai protocolli di sicurezza vigenti (ed allegati al DPCM 14/01/21), è sempre obbligatorio l’uso delle mascherine e sono previste severe disposizioni per consentire il rispetto del distanziamento interpersonale e garantire il rispetto delle norme igieniche da parte del personale e della clientela, nonché la costante e periodica sanificazione dei locali e delle apparecchiature per il gioco.

Anche in questa circostanza, ci troviamo di fronte ad una vera e propria discriminazione nei confronti del gioco pubblico, visto che l’ordinanza sarda è priva di qualsiasi motivazione o elemento istruttorio idoneo a giustificare l’inibizione delle attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo, e del gioco mediante apparecchi installati presso esercizi commerciali.

In ragione di ciò, AS.TRO ha deciso di intervenire immediatamente, inviando un’istanza in autotutela alla Regione Sardegna per chiedere, con urgenza, la modifica dell’ordinanza regionale nella parte in cui non include le attività di gioco tra quelle per cui è invece consentita la riapertura, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei protocolli di sicurezza».