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(Jamma) – “Sono molto amareggiato nel constatare ancora una volta che gli amministratori locali, tramite le pagine dei giornali, riportino dati non corrispondenti alla realtà. Nello specifico, riferendosi al comune di San Donà, il sindaco Andrea Cereser, riferisce che ogni cittadino gioca agli apparecchi da intrattenimento 1159 euro l’anno. Dato errato se confrontato con quelli forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo i quali la spesa per ogni Sandonatese si attesta sui 244 euro l’anno. Parliamo di una differenza di 915 euro, cifra importante soprattutto se utilizzata strumentalmente per attaccare continuamente e gettare fango sul solo settore delle slot”.

Così Mauro Vettorello, presidente della delegazione Veneto dell’Associazione Nazionale Sapar, che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando le dichiarazioni odierne sul quotidiano “Il Gazzettino – Mestre” del sindaco di San Donà, Andrea Cereser.

“Nonostante ADM abbia pubblicato dati reali e concreti sui numeri del settore, politica e media continuano a basare i loro proclama e attacchi strumentali nei confronti del nostro comparto, utilizzando i dati forniti dalla piattaforma del gruppo Gedi – prosegue Vettorello -, che ricordo sono stati erroneamente elaborati sulla raccolta: la vera spesa del cittadino è data dal giocato meno le vincite. È evidente quindi che si sta conducendo un’operazione strumentale per distruggere una sola parte della filiera: le aziende di gestione chiudono e aumenta il numero di disoccupati in Italia. E questo, evidentemente, porterà beneficio ad alcune lobby dell’azzardo. Inoltre pensare che attraverso le AWP si possa riciclare denaro sporco è una follia, visto che questi apparecchi funzionano solo con monetine da 1 euro. E infatti la stessa Guardia Di Finanza indica le scommesse e le VLT come mezzo principale utilizzato dalla criminalità per le attività illecite”.

Il presidente della delegazione Veneto ricorda quindi che “nella redazione degli articoli, spesso non si verificano le dichiarazioni espresse dagli intervistati: non è vero che per aprire una sala slot non servono autorizzazioni, al contrario. Dobbiamo rispettare infiniti controlli e ricevere autorizzazioni dalla questura. È quello illecito il gioco che non è subordinato ad alcuna regola, privo di controlli e che spesso trova terreno fertile laddove le amministrazioni hanno imposto la rimozione degli apparecchi legali”.

Chiosa infine Vettorello “questa operazione collettiva di distruzione del comparto degli apparecchi da intrattenimento è stata condotta per portare beneficio a qualcuno, per spostare l’attenzione del giocatore verso altre offerte di gioco, soprattutto quelle online, a tutela non dei giocatori potenzialmente patologici, ma a tutela degli introiti economici di alcuni concessionari”.

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