“Il signore in fotografia è Claudio Clemente. E’ Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), organo di Banca di Italia per le segnalazioni sospette concernenti operazioni a rischio di riciclaggio o di finanziamento. Non è quindi un Ex ministro dello sviluppo economico qualsiasi che ha avuto come principale esperienza lavorativa la vendita di bibite allo stadio. Perché questo paragone? Presto detto. Il secondo ha scritto il decreto dignità che impedisce la pubblicità del gioco di Stato (lecito, normato e stratassato) rendendo visibili online solo le aziende straniere o di provenienza criminale. Il primo dichiara che ‘con la chiusura dei punti fisici c’è stato un calo, di segnalazioni sospette degli operatori tradizionali dei comparti slot machine, videolotterye sale bingo, a fronte di un aumento di segnalazioni riferite al gioco online (+67 per cento). Avete letto bene, +67%'”. Così in una nota Sapar.

“Questa dichiarazione ha una doppia valenza. La prima banale e ovvia, che solo chi ci ha governato in emergenza Covid non coglie. Ovvero che continuare a tenere chiuse le attività di gioco fisiche nelle regioni gialle arricchisce unicamente la criminalità, diminuisce le entrate fiscali dello Stato e non permette il tracciamento dei giocatori problematici. La seconda è che una volta accertata l’inutilità, la superficialità e l’incompetenza con cui è stata scritta una legge bisognerebbe mettere mano alla suddetta legge e permettere alle aziende sane, italiane e che danno lavoro a 150mila famiglie di poter avere la stessa visibilità di quelle straniere di dubbia provenienza” conclude l’associazione.