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(Jamma) – SAPAR PUGLIA ha comunicato alcuni chiarimenti in merito alla campagna di sensibilizzazione “Mettiamoci in gioco” (campagna contro il gioco d’azzardo) presentata nei giorni scorsi a Bari, nella quale si chiede l’adesione dei candidati alle prossime elezioni politiche ad un manifesto composto da quattro punti: pubblicità zero, taglio di un terzo dell’offerta di gioco, regolamentazione autonoma da parte di Enti locali e Regioni liberi, di stabilire orari e dislocazioni degli esercizi di gioco, diritto alla cura.

«Con l’occasione – si legge nel comunicato firmato dal vice presidente vicario nazionale e presidente delegazione Puglia, Domenico Distante – ringraziamo la disponibilità dell’Associazione, in particolare della dott.ssa Margherita Taddeo responsabile FederSed, del presidente territoriale CNCA Vito Mariella e di don Armando Zappolini, presidente del CNCA che hanno raccolto i dubbi e le perplessità riportati su alcuni punti trattati, dal vice presidente vicario nazionale SAPAR Domenico Distante.

Esiste un gioco legale che non merita il pubblico ludibrio. Ci si scaglia dietro il contrasto a fenomeni compulsivi (GAP) di cui nessuno nega l’esistenza ma che a nostro avviso la rete illegale alimenta. Ognuno offre soluzioni sebbene il problema delle dipendenze sia sempre esistito. Per queste ragioni poniamo alla Sua attenzione, quale candidato alle elezioni politiche del 4 marzo, queste nostre considerazioni con il precipuo scopo di avviare un percorso condiviso con enti, associazioni e mondo della politica per realizzare e condividere un corretto approccio al problema.

Partiamo dal presupposto che la diffusione di dati non ufficiali, rischiano di produrre pesanti ricadute nel comparto delle apparecchiature da intrattenimento che annovera migliaia di addetti, produce occupazione e contribuisce al gettito fiscale in un quadro di piena legalità, di controlli severi, di una proficua e intensa opera di collaborazione con le forze di polizia nel segnalare e denunciare situazioni illegali, dell’obbligo continuo a cui sono sottoposti gli operatori in materia di formazione e informazione.

Nelle more di una normativa univoca (si è in attesa del decreto attuativo dopo quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni), si assiste a una continua opera di delegittimazione del gioco legale confuso con il gioco d’azzardo. Demonizzando il settore lecito, si favoriscono le organizzazioni malavitose attraverso l’installazione di “totem” o apparecchiature non conformi alla legge, disponibili in qualsiasi luogo, non soggette a limitazione di orari e distanze dai luoghi sensibili, installati in assenza delle previste licenze di polizia.

In riferimento alla campagna “Mettiamoci in gioco”, abbiamo rimarcato più volte che il settore delle apparecchiature da intrattenimento è fuori dal mercato pubblicitario. Contrariamente a quanto accade per lotterie, scommesse sportive e gratta e vinci (che le fasce giovanili prediligono per almeno il 70 per cento) che si alimentano di una ampia e incontrollata offerta nei bar, autogrill, supermercati, distributori automatici e centri commerciali. E’ statisticamente provato che tali offerte di gioco sono più aggressive delle slot, eppure si continuano a diffondere messaggi discriminatori nei confronti delle sole slot.

E’ grave ignorare quanto sta accadendo nell’ambito di una incontrollata diffusione dei giochi online su siti illegali che sta radicalmente mutando il panorama del gioco, ma che non trova una normativa adeguata. Il gioco online sui siti illegali, praticabile da qualsiasi smartphone o tablet, non è vincolato a orari di apertura, a distanze prestabilite dai luoghi sensibili, a controlli fiscali. E’ praticabile da chiunque compresi i minori che aggirano l’ostacolo utilizzando l’accesso di utenti adulti. In barba alla moratoria e alla progressiva riduzione di un terzo delle slot machine, ricordiamo che tale riduzione è stata attuata per il 15 per cento entro il 31 dicembre dello scorso anno e il 19 per cento entro il 30 aprile p.v. Parliamo di una riduzione di circa 160 mila slot, mentre paradossalmente vengono introdotti nuovi giochi a estrazione.

Per quanto attiene il terzo punto del manifesto, la proliferazione di regolamenti regionali e comunali che colpiscono un solo settore, cioè quello esclusivo delle slot, inducono aziende e locali pubblici, che operano nel pieno rispetto della legge, a chiudere i battenti e a licenziare il personale, alimentando i circuiti illegali. A cosa servono dunque regolamenti, distanze e orari quando vi è una così ampia varietà di offerta di gioco sulle piattaforme online, quando è possibile giocare da qualsiasi luogo e in qualsiasi orario senza alcuna limitazione ?

E’ indifferibile – spiega Sapar – giungere con la prossima legislatura ad una normativa univoca dell’industria del gioco, introducendo regole comuni per tutti, in grado di contemperare il libero esercizio di impresa con la tutela della salute dei cittadini. E’ questo l’appello che rivolgiamo a tutte le forze politiche, associazioni, enti e istituzioni.

Sapar pone infine l’accento sull’utilizzo dei fondi (50 milioni di euro) destinati alla cura delle dipendenze da gioco patologico. In attesa che i piani regionali siano definitivamente approvati, l’Associazione vigilerà costantemente sulla erogazione dei contributi nel timore che una “distribuzione a pioggia” vanifichi i reali obiettivi di tutela della salute, beneficiando esclusivamente enti e/o associazioni che nascono all’occorrenza.

Sapar conferma la piena disponibilità a collaborare al fine di intraprendere un percorso comune e condiviso. Per farlo sarà opportuno che si proceda col riscrivere regole certe e univoche in un quadro di cambiamento dello scenario».

 

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