“Crollano i giocatori d’azzardo, mentre si registra un’impennata per gli alcolici. Inoltre, il lockdown ha generato la ‘dipendenza da connessione’. Tanto emerge dai dati dell’Aulss 6 Euganea della provincia di Padova che confermano il trend degli ultimi anni: il gioco non può considerarsi un’emergenza nazionale. La pandemia ha confermato che le vere dipendenze a cui far fronte sono l’alcol, i social network e gli smartphone. Negli ultimi due anni c’è stato, infatti, un incremento del 5% di alcolisti in cura, mentre si è registrata una flessione del 39% per gli utenti dipendenti dal gioco. Tra le nuove dipendenze preoccupanti c’è quella da connessione con tanti ragazzi che passano le loro giornate con i videogiochi, gli smartphone, computer e social”. Così in una nota Sapar.

“Il crollo del gioco d’azzardo in questa zona fa il paio con quanto accaduto a Fermo: anche lì i due anni di Covid-19 hanno fatto emergere quelle che sono le vere dipendenze. I dati delle singole città sono importanti per comprendere il trend di ciascun territorio e per riflettere anche sulla situazione nazionale. In altre parole, confermano, quanto noi di Sapar diciamo costantemente: non esiste in Italia un’emergenza per il gioco di Stato. I veri ludopatici nel nostro Pese – prosegue l’associazione – rappresentano soltanto 1/10 rispetto ad altre dipendenze come droga e alcool e, inoltre, da noi si gioca proprio come avviene in altri Stati europei. Questi dati dovrebbero essere letti attentamente da quella parte politica che continua ad associare al gioco di Stato la parola emergenza. Il consiglio che diamo a questi politici è di informarsi tramite i canali ufficiali, come report, articoli scientifici e testimonianze di chi lavora ogni giorno a contatto con le dipendenze. Gruppi Whatsapp, Telegram o Facebook non sono di certo il modo migliore per informarsi”, conclude Sapar.

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