“Oltre al Rapporto sulle dipendenze da Internet, pubblicato qualche giorno fa dall’Istituto Superiore di Sanità, è stata condivisa una nuova ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, dell’Università di Padova e della Flinders University, che mette in guardia sul rischio di ‘gaming problematico’ per gli adolescenti italiani. Dallo studio emerge che la percentuale di studenti italiani con un alto rischio di gaming problematico (23.9%) è superiore alla media europea, con un numero maggiore di ragazzi (34%) che percepisce conseguenze negative legate al gaming rispetto alle ragazze (12.8%)”. Così in una nota Sapar.

“Questa è la vera emergenza, questo il vero problema da non sottovalutare per la salute dei nostri giovani. Nelle sale gioco, com’è risaputo, è vietato l’ingresso ai minori per i quali, invece, non vige nessun controllo quando utilizzano i videogiochi, anche online.

Alla luce di questi dati lo stesso distanziometro risulta evidentemente una misura inutile e anche ridicola: si vieta di creare sale slot a meno di 500 metri dai luoghi sensibili (come le scuole), ma non ci sono regole sull’utilizzo dei videogiochi per gli stessi adolescenti. Nessun controllo, quindi, per i minori che si trovano, da soli, nell’immenso mondo dei videogiochi. Il ‘gaming problematico’, come dimostrano gli ultimi report, è la vera emergenza”, conclude Sapar.