Sapar chiama a raccolta gli operatori del gioco di Stato per difendere il diritto al lavoro: il 17 dicembre alle ore 14.30 presso piazza Montecitorio in Roma, il comparto scenderà ancora una volta in piazza per denunciare l’incompetenza di una classe politica che sta determinando la fine di un settore produttivo, quello del gioco di Stato.

5000 piccole e medie aziende e 150.000 dipendenti: sono questi i numeri di una filiera che significa legalità e occupazione sul territorio, ma che a gennaio sarà smembrata sotto il colpo dell’ennesimo aumento della tassazione previsto dalla Legge di Bilancio 2020.

“Domani scenderemo nuovamente in piazza Montecitorio – sottolinea il Presidente SAPAR, Domenico Distante – per far sentire al governo un’unica voce, quella di tutti gli attori del gioco pubblico che oggi vedono compromessa la possibilità di portare avanti le proprie attività e salvaguardare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo più consentire al Governo di impedire di esercitare attività legali svolte nel pieno rispetto delle regole cedendo a reiterati prelievi dalle tasche delle imprese e dei lavoratori.

Perché se il gioco fa male, fa male tutto: e allora il governo mostri almeno per una volta un minimo di coerenza, uniformando norme e tassazioni per tutte le offerte di gioco, non solo per le slot. Il futuro peraltro non è affatto roseo: nella Legge di Bilancio per il 2020 è stato inserito un bando per il rinnovo delle concessioni che così come concepito, darà il colpo di grazia alla microimprenditorialità del settore”.

“Pertanto chiediamo pubblicamente al Governo – conclude Distante – l’apertura di un tavolo di confronto, tante volte preannunciato e mai attuato, che porti ad un riordino nazionale dei giochi, vista l’incertezza e frammentazione normativa a livello regionale, e che dia certezze una volta per tutte alla programmazione per le piccole e medie imprese. Per far questo domani manifesteremo uniti in un appello corale che richiede la massima partecipazione”.