“Ci fa piacere che il Consiglio di stato abbia rimesso alla Corte di Giustizia la questione della compatibilità col diritto dell’Unione della quota richiesta a tutta la filiera sulla base delle Leggi 190/2014 e 208/2015 fondando il ragionamento sulla retroattivita’ del prelievo e sulla considerazione che il prelievo stesso non è detto che risponda a principi di interesse generale essendo applicato solo al settore degli apparecchi di cui all’art.110 comma 6 del T.U.L.P.S.
Come Sapar e diverse aziende di gestione abbiamo in corso anche una causa civile intentata sulla questione”, è il commento di Domenico Distante alla pronuncia del Consiglio di Stato riportata da Jamma.

Oltre a questo il Consiglio di Stato ha motivato il provvedimento con il fatto che il prelievo in questione va ad incidere su rapporti concessori già in essere e dunque potrebbe ledere il principio del legittimo affidamento.

“Ovviamente la parola fine sulla debenza delle somme in questione non è scritta perché la Corte di Giustizia dovrà esprimersi sulle questioni di cui sopra, ma il fatto stesso che alla Consiglio di Stato a qualcuno sia venuto il dubbio sulla leggittimità del prelievo ci fa ben sperare.”

Il provvedimento del Consiglio di Stato può essere favorevole per i gestori sia in sede di opposizione ai decreti ingiuntivi che in sede penale per difendersi nei procedimenti aperti per peculato.