“Titolo della testata La Prealpina: “Ognuno si gioca 1.700 euro”. La realtà: il giocato procapite è 350€, ovvero un caffè al giorno, ovvero esattamente la media europea di gioco. Il fatto che all’interno dell’articolo sia specificato meglio che oltre a “spendere” si “vinca” anche non ci toglie i dubbi sull’utilizzo strumentale della lingua italiana. Nelle testate giornalistiche esiste una figura specifica che ha come unico compito quello di ideare i titoli degli articoli. Si chiama “Titolista”. E questo toglie ogni dubbio sulla cura con i quale i giornali scelgano i titoli”. Così in una nota Sapar.

“L’errore (ammesso che lo sia) consiste nel dividere per il numero di abitanti la raccolta totale e non la spesa effettiva arrivando alla somma di 1.700 euro pro capite di spesa. Dividendo la spesa effettiva per il numero di abitanti si arriva a 350 euro circa di spesa annua. Se poi consideriamo solo awp e vlt ancor meno. Loro nell’articolo parlano di giocato e di per sé non è sbagliato, il problema è che il messaggio che arriva è che il giocatore spende effettivamente le cifre che dicono loro, il giocato non è lo spesa. Facciamo inoltre notare alla testata che ha candidamente ammesso di utilizzare dati vecchi del 2017, che sono online da ormai un mese i dati aggiornati del 2019 e li possono trovare sul sito dell’Agenzia Dogane e Monopoli. Possono chiamarci ore ufficio per saper il link preciso. Rimaniamo a disposizione della testata “La Prealpina” per il futuro nel caso vogliano dati aggiornati, reali e chiarimenti su come funziona il gioco in Italia” conclude Sapar.