Bene il metodo, con “il programma verso il ritorno alla normalità”, ma parlando del merito “le aperture per le sole attività all’aperto rischiano di penalizzare almeno la metà delle imprese che non hanno questa possibilità, comprese le attività della montagna, anche per i fattori climatici”.

Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli (nella foto), nel corso dell’incontro che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha organizzato online il 20 aprile scorso con le associazioni datoriali, dopo aver “visto” in mattinata i sindacati. In discussione, il decreto che il Governo si appresta a varare per la riapertura delle attività economiche, il nuovo decreto sostegni e il contenuto del Def.

Confcommercio ha chiesto in particolare di “sensibilizzare le amministrazioni locali a permettere di utilizzare nuovi spazi pubblici e di anticipare il prima possibile le aperture anche all’interno, mantenendo distanziamento e protocolli di sicurezza”. Dopo aver sollecitato l’apertura anche nei fine settimana di tutti i punti vendita di centri e gallerie commerciali, Sangalli ha sottolineato che “servono ristori più adeguati, più tempestivi, più inclusivi in termini di parametri d’accesso, che tengano conto dei costi fissi e rimodulino il filtro d’accesso”.

Per quanto riguarda infine il Def, il presidente di Confcommercio ha ribadito quanto già sostenuto dalla Confederazione nell’audizione parlamentare. Ovvero, sul fronte degli ammortizzatori sociali, la soddisfazione per la proroga della Cassa Covid, ma ciò non toglie che sia necessaria “una riforma strutturale” e che per le imprese del terziario “non è tempo di contribuzioni aggiuntive. Anzi, è tempo di dare quanto più possibile respiro finanziario alle imprese”. Per questo Confcommercio ha chiesto la proroga “di almeno un anno, della moratoria sui prestiti bancari in scadenza a giugno e l’allungamento dei tempi per il rimborso dei prestiti assistiti da garanzie pubbliche a non meno di 15 anni”.