“Purtroppo i giorni passano rapidamente e, pur comprendendo la necessità di coordinare l’azione del Ministero con le linee generali attese dal Governo, dagli input della Commissione del dr. Colao e dal parere della Commissione Tecnico Scientifica, non possiamo non rinnovarLe la richiesta proveniente dalla filiera del mondo ippico nazionale per l’individuazione urgente di una data e di un percorso programmatico per la ripartenza delle corse”. Così in una nota Giorgio Sandi (Presidente Consiglio Direttivo Ippica Nuova).

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“Come ampiamente condiviso lo svolgimento delle corse ippiche a porte chiuse rappresenta l’unica possibilità concreta per la vita del settore che è in grado di svolgere le corse in condizioni di pressoché assoluta sicurezza e la bozza di protocollo che abbiamo presentato nei giorni passati – e già a Sue mani – ne dimostra le effettive potenzialità.

La data che avevamo proposto, quella del 4 maggio, non era stata individuata a caso ma era la prima data possibile, in coerenza con la fine della fase in essere di lockdown e con i tempi necessari per rimettere in moto la macchina organizzativa delle corse (calendari, iscrizioni, predisposizione delle strutture e degli equipaggiamenti negli ippodromi). La data del 4 maggio è stata peraltro condivisa anche dalle organizzazioni del galoppo e dall’Associazione che raggruppa la grande maggioranza degli ippodromi italiani e su questa data gli allenatori hanno orientato la preparazione dei cavalli affidati.

Restiamo in attesa pertanto di una convocazione in tempi brevi anche in videoconferenza per un aggiornamento sullo stato dell’arte delle decisioni e per la necessaria operatività, per la quale ci mettiamo da subito a Sua disposizione.

Purtroppo ogni giorno che passa allunga i tempi per la ripartenza con la conseguenza che alcune scuderie porteranno all’estero i propri migliori effettivi e che altre, non potendo più sostenere i costi e l’assenza di entrate, decidano di mettere al prato i cavalli – togliendoli così dal circuito delle corse legali con potenziali conseguenze gravi per i cavalli stessi, per i professionisti che li hanno in gestione e per l’indotto – con rischi concreti che l’intera filiera ippica si avvii ad una crisi irreversibile.

Restiamo pertanto in attesa di una Sua cortese indicazione in merito nei tempi più brevi possibili, per cogliere una finestra temporale che, seppur molto ristretta, rappresenta una indifferibile necessità”.