Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dal Presidente AS.TRO, Massimiliano Pucci, alla dott.ssa Simona Neri, Sindaco di Laterina Pergine Valdarno (AR) e rappresentante Anci per l’Osservatorio nazionale di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, che ha criticato la scelta della Regione Toscana di riaprire le sale giochi a partire dal prossimo 13 giugno.

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“Gentile Dottoressa Neri,
sono rimasto sorpreso nel leggere le sue dichiarazioni pubblicate oggi sui siti di settore. Quando abbiamo avuto occasione di incontrarci per discutere, ciascuno dalle sue posizioni e nel rispetto dei propri ruoli, mi era infatti sembrato di riscontrare in lei un atteggiamento pragmatico e costruttivo, nonostante l’idea di fondo che la ispira su questo argomento che, seppure improntata su un approccio proibizionista, non mi sembrava che lei declinasse secondo quella visione ideologia che spesso fa perdere di vista i principi del diritto, la scala delle priorità e, prima di tutto, la verità.

Le offrimmo anche l’occasione, da lei cortesemente accolta, di partecipare ad alcuni nostri convegni dove non potrà negare di aver conosciuto una parte del settore del gioco sensibile ad alcune delle tematiche di cui lei stessa è portatrice. Non mi sarei quindi aspettato la sua adesione (sottintesa alle sue dichiarazioni) al “club” di coloro che stanno tentando di approfittare di una normativa emergenziale, dettata e giustificata dalla necessità di contrastare un’epidemia, per abolire in via amministrativa un intero settore economico, facendo leva su argomentazioni completamente estranee alle ragioni che hanno portato alla prolungata chiusura della gran parte delle attività economiche, tra cui il gioco che rientra tra quelle più penalizzate e i cui operatori hanno accettato in rispettoso silenzio le conseguenze fin qui patite.

È stato un silenzio dettato dalla consapevolezza di partecipare ad un sacrificio necessario. Mai si sarebbero aspettati che qualcuno avrebbe invece usato l’epidemia per tentare di annientarli.
Inoltre, da una persona che proviene dal mondo della sinistra stupisce l’indifferenza dimostrata (forse involontariamente) per le sofferenze che i lavoratori del settore stanno subendo da più di tre mesi. Conoscendo la sua onestà intellettuale, sfugge inoltre da ogni comprensione l’affermazione secondo cui le attività del gioco non andrebbero riaperte di sabato per evitare il rischio assembramenti.

Ci chiediamo infatti se si sia espressa pubblicamente, e con analogo fervore, sulla riapertura di quelle attività, tipo ristoranti, enoteche e pub che, per loro natura, possono generare molti più assembramenti delle sale giochi dove è invece facile mantenere ad unità il rapporto apparecchi/clienti. E’ quindi con profonda delusione che ci sentiamo di invitare tutti gli adepti di questo nuovo “club” ad un sussulto di coerenza che vi consentirebbe di raggiungere il risultato auspicato (l’abolizione del gioco legale) senza bisogno di arrampicarsi in tortuosi ragionamenti ed approcci distorsivi dei principi dello stato di diritto e della logica: invece di rifugiarvi dietro gli atti amministrativi (che non richiedono confronto) fatevi portavoce di una proposta di legge per l’abolizione del gioco legale in modo da consentire un serio dibattito nelle aule parlamentari in cui saprete sicuramente affrontare le obiezioni di coloro che esprimeranno il timore per le conseguenze di una scelta che restituirebbe il gioco d’azzardo alla criminalità e dirotterebbe le risorse, fin qui incamerate dallo Stato, nelle casse dei boss di turno. Saprete anche certamente trovare ottimi argomenti per convincere i perplessi che, con il gioco in mano alle organizzazioni criminali, i giocatori problematici riceverebbero maggior tutela”.