“Le imprese del gioco chiedono di poter lavorare rispettando le regole, non chiedono sussidi. Per questo sono felice di essere qui con voi, imprenditori del gioco lecito. C’è un grave senso di frustrazione. Vogliamo proporre delle soluzioni. Il settore non solo viene considerato in maniera sbagliata, ma viene sfruttato dallo Stato e non viene considerato come un comparto importante dell’economia. Questo è un comparto che può dare molto sotto tutti i punti di vista. Non parliamo della questione delle normative. Oltretutto in Italia il settore è totalmente ignorato dal punto di vista dell’insegnamento”.

Lo ha detto Dario Peirone (nella foto), Direttore generale dell’Istituto Friedman, intervenendo al convegno “Gioco legale: la necessità di riordino” organizzato a Roma dall’Istituto Milton Friedman, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EGP-Fipe), del Sindacato Totoricevitori Sportivi e della Federazione Italiana Tabaccai.

“Oggi chi festeggia sono i delinquenti e tutto il mondo del gioco online non regolamentato. Come si fa a dire che il gioco online non è cresciuto? E’ importante oggi fornire delle proposte: bisogna uniformare la normativa a livello nazionale; aggiornare la normativa con le evoluzioni del mercato a livello tecnologico; superare l’effetto espulsivo generato dai distanziometri, che andrebbero eliminati, oppure bisognerebbe introdurre una disciplina nazionale uguale in tutto il paese, introdurre una serie di luoghi sensibili omogenei e sensati; introdurre una regolamentazione uniforme per gli orari degli apparecchi; contrasto all’illegalità, perchè dove chiude un’impresa legale il giocatore rimane e va a finire nell’illegale, va creata una task force per il contrasto al gioco illegale; misure di sicurezza sanitarie in relazione alla pandema con protocolli appositi evitando le prolungate chiusure degli esercizi; rigido controllo dell’età dei giocatori, che permetterebbe la rimozione dell’utilizzo delle tessere sanitarie nelle macchinette, che è una cosa incredibile dal punto di vista della violazione della privacy, che negli altri paesi non c’è; registro informatico degli esclusi; lotta al gioco d’azzardo patologico e supporto ai soggetti deboli. Queste sono le nostre proposte”.