“Il gioco oltre ad essere un’attività economica è un servizio pubblico, gli operatori hanno delle responsabilità e dovrebbero avere anche una certa credibilità dato il ruolo importante che svolgono. Oggi il comparto è aperto e tutti sappiamo cosa significa essere chusi. Il dinosauro della pandemia si è sollevato ma i problemi che avevamo sono rimasti gli stessi, penso alla questione territoriale, che va avanti dal 2011. Del riordino abbiamo solo l’idea che vada fatto, ma bisogna lavorare affinchè ciò accada, affinchè si concretizzi. Ci vuole tempo, ma se aspettiamo il 2023 e non accade nulla il comparto del gioco pubblico, che ha una funzione sociale, non resiste. Quindi dobbiamo ragionare lucidamente con il fiato corto della proroga, che arriva prepotentemente. La proroga è una cosa orribile, ma nel nostro caso non è una richiesta degli operatori, bensì è una cosa che questi subiscono. Sul territorio c’è una presenza importantissima di illegalità, così quando lo Stato si rende conto che non può rinunciare al presidio di legalità rappresentato dagli operatori propone la proroga, inevitabile a causa della questione territoriale”.

Lo ha detto Geronimo Cardia (nella foto), Presidente di ACADI (Confcommercio), intervenendo al convegno “Gioco legale: la necessità di riordino” organizzato a Roma dall’Istituto Milton Friedman, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EGP-Fipe), del Sindacato Totoricevitori Sportivi e della Federazione Italiana Tabaccai.

“Lo stato si deve mettere nelle condizioni di avere tutto in ordine per fare poi le gare, smettiamola con le proroghe, che gli operatori, ripeto, subiscono. Oggi l’ordine non c’è, per questo si parla di riordino. Le difficoltà sono gigantesche. Le Regioni iniziano dal 2011 a fare provvedimenti espulsivi, tutte le Regioni. Poi più di 10 hanno adottato provvedimenti di rinvio, facendo un passo indietro. Oggi abbiamo due obiettivi tecnici: lavorare da adesso alle proroghe tecniche e collaborare tutti insieme, non ci deve essere un corto circuito tra gli operatori. Insieme dobbiamo studiare le soluzioni migliori”.