“Queste regole che cambiano continuamente non fanno bene a nessuno. Tutti i giochi vanno trattati allo stesso modo. Al momento una parte è stata considerata indispensabile mentre una gran parte insignificante”. Lo ha detto Pasquale Chiacchio (presidente Asgi), intervenendo all’open hearing dedicato alla riforma del sistema retail di raccolta di gioco pubblico in Italia organizzato dall’Agenzia dogane e monopoli.

Maurizio Ughi (GiocareItalia): “Lo Stato centrale avrà la proprietà del territorio o questo sarà di proprietà delle Regioni e degli enti locali come è stato fino ad ora? Al momento la gestione del territorio non sembra di competenza dello Stato centrale visti anche i provvedimenti espulsivi del gioco legale. Se lo Stato riprende la proprietà del territorio ben venga una nuova distribuzione territoriale con un contingentamento centrale altrimenti lo Stato centrale potrebbe fare solo una gara per l’online e lasciare a Regioni e Comuni la distribuzione del territorio”.

Stefano Sbordoni (Utis): “Per noi è opportuna la riorganizzazione della rete, che è quello che sta facendo l’agenzia. Riteniamo opportuno dare unaqualifica a gestori ed esercenti tramite un titolo di riconoscimento”.

Angelo Basta (Agire): “Bisogna rendere il giocatore consapevole delle proprie scelte”.

Paolo Gioacchini (AsTro): “Mai come ora è sentita l’esigenza di riforma del settore. Quello che potrebbe accadere in alcune Regioni è riaprire per poi chiudere subito dopo con leggi regionali retroattive. Mai come ora una riforma è auspicabile. Questa dovrà passare attraverso 5 capisaldi: la lotta all’illegalità rafforzando il circuito legale e riqualificando l’offerta, la salute dei cittadini, in questo caso ci vorrebbe una legge che permetta agli operatori di allontanare chi ha problematiche con il gioco, serve poi una regolamentazione dell’offerta, quindi una fiscalità sostenibile e infine una concertazione di questa riforma che comprenda il coinvolgimento delle associazioni di categoria”.

Salvatore Barbieri (Ascob): “Manca qualcosa sulle sale bingo, in particolare le questioni dei tabacchi e delle agenzie di scommesse nelle sale, abbiamo problematiche su questi aspetti. Poi il contingentamento provinciale e regionale, ben vengano le questioni delle macchine nei negozi generalisti, però più macchine ci sono nei locali generalisti e meno marginalità c’è per ognuno di noi. Serve un contingentamento che venga definito una volta per tutte. Da anni non abbiamo la trasferibilità delle sale, siamo ancora in attesa di un bando di gara. Poi la fiscalità, se si continua in questi termini non riesco a vedere un futuro per le sale bingo e tante altre attività. Riguardo alle prossime gare possiamo sapere come saranno? Se saranno bandite prima o dopo le nuove leggi regionali?”.

Gennaro Parlati (Acmi e Sistema Gioco Italia): “E’ già prevista un’agenda dei lavori che andrà oltre questo incontro? Un’agenda sui tavoli tecnici che dovranno riguardare gli argomenti posti all’attenzione oggi?”.

Gianmaria Chiodo (Cni): “Vorrei portare all’attenzione la questione del Ries, che va pagato tra 30 giorni, penso che in fase di ripartenza vada posticipato viste le difficoltà che ci sono in questo momento. Tutte le piccole e medie imprese hanno inoltre pagato fideiussioni nel 2020 e 2021 in maniera totalmente inutile, questo perchè non hanno potuto operare normalmente. Sul riordino ben venga una legge però permettetemi, in passato è stata lasciata la possibilità ai concessionari di cannibalizzare parte della filiera del gioco, soprattutto a scapito delle piccole e medie imprese, con metri di misura che per noi non avevano senso. Dovesse esserci un riordino va seguito da una task force super partes e non dato in mano anche a solo uno degli operatori della filiera che possa avere un interesse personale. Infine noi vorremmo di nuovo la possibilità e la titolarità dei nulla osta, la possibilità di decidere autonomamente di cambiare un concessionario senza doverci sentire dire che sono di loro proprietà. Questo ci mette nelle condizioni di non poter essere padroni dell’azienda per cui abbiamo lavorato per tanti anni”.

Geronimo Cardia (Acadi): “Le acque in cui sta navigando il comparto sono tempestose ma stiamo vedendo delle possibilità che ci danno speranza e fiducia. L’iniziativa di oggi apre le porte al riordino, speriamo questo sia il modo di portarlo in porto. La riforma è così essenziale e vitale quanto urgente”.