“Nel gioco del Bingo sono occupate 10/12mila persone con diverse mansioni e altrettanti contratti applicati. Stiamo parlando di una platea di lavoratori che comprende un intero sistema che opera nella sala. Le limitazioni portano una riduzione dei contratti, portano a sommare le mansioni a carico delle stesse persone. Non è detto che la limitazione di ingresso dei clienti porti a ridurre il gioco, le persone vanno a giocare in altri luoghi, che spesso possono essere di gioco non legale”.

E’ quanto ha detto Mirco Ceotto (nella foto), Segretario nazionale Fisascat Cisl, nell’ambito della conferenza web di presentazione della ricerca “Il Bingo nella crisi del gioco legale in Italia: rischi e prospettive dell’offerta più ‘social’ della galassia gioco”.

“Sugli ammortizzatori sociali abbiamo esaurito le 18 settimane previste dalla normativa. Ci sono diverse aziende che ci chiedono di continuare con gli ammortizzatori sociali anche per i prossimi mesi e questo è un problema che è sorto con la riapertura. Non c’è una ripresa importante del settore. Alcune sale sono state chiuse. Questo è un altro elemento che porta ad abbassare il numero del personale. Quello del Bingo è un ambiente protetto, controllato, anche per quanto riguarda il gioco con le vlt. Più che un distanziometro per le sale dovremmo pensare a gestire il controllo del gioco con sistemi che non mortifichino il gioco legale. La collocazione delle sale in periferia è un altro problema. Serve un aggiornamento normativo che possa dare un’organicità al settore del gioco legale e che non sia in contraddizione tra i vari livelli nazionale e regionale/comunale. Questa è una delle cose su cui bisogna ragionare, come la disciplina del gioco online”.