L’Associazione Italiana Gioco Legale (AIGL) scrive al Senatore Giovanni Endrizzi (M5S) chiedendo un “confronto tra il Governo ed esponenti del Gioco Legale per trovare una soluzione suffragata da documentazione scientifica oltre che legale” per le attività di raccolta del gioco pubblico.

«Sono molto compiaciuto – scrive il Presidente Alessando Galipò nella lettera aperta di AIGL – del fatto che il suo partito abbia scelto una persona con le sue competenze per contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo, con la sua esperienza ventennale nell’assistenza sociosanitaria delle dipendenze da droga, tabacco ed alcool, maturata presso il suo servizio al Ser.T di Rovigo, sono sicuro che Lei abbia raggiunto una sensibilità tale da poter gestire con grande professionalità il suo ruolo istituzionale nella ricerca di soluzioni di supporto all’assistenza dei giocatori patologici.

Gode di tutta la mia stima per la sua attività pre-parlamentare perché ho avuto la fortuna nel lontano 2009 di essere uno dei fautori del primo progetto “help line” e “sito web”per l’assistenza ai giocatori patologici e i loro familiari, organizzato dalla Federserd dall’allora presidente Prof. Alfio Lucchini.

In quell’occasione ho avuto modo di apprezzare, anche se a latere, l’importante lavoro degli operatori socio-sanitari impegnati nel recupero e l’assistenza di persone affette da dipendenze. lo come Lei sono un profondo conoscitore delle tematiche legate alla dipendenza da gioco e non le nascondo che, seguendo l’intervista pubblicata da AGIMEG, mi sarei aspettato da Lei delle dichiarazioni fondate su logiche scientifiche delle quali anche il nostro settore avrebbe potuto trame insegnamento.

Perché qualora questo non Le fosse chiaro gli esercenti del gioco legale, più di chiunque altro, hanno a cuore il contenimento di questo fenomeno che oltre ad essere un grave problema sociale è anche oggetto di una strumentalizzazione politica che lede fortemente l’immagine del settore che rappresento.

Lei, oggi, oltre ad essere un Senatore della Repubblica Italiana, è anche il maggior riferimento del primo partito di governo per lo studio del fenomeno della dipendenza da gioco e membro della commissione bicamerale antimafia.

Le chiedo personalmente un confronto, perché nelle sue affermazioni, ho riscontrato delle in esattezze gravi che vorrei evidenziarle. Il confronto è civicamente e istituzionalmente inevitabile visto che su concetti errati Lei rischia di condizionare le decisioni di un Governo rispetto le sorti di centinaia di migliai di cittadini italiani prima ancora di lavoratori e imprenditori.

Sono fortemente convinto che farebbe un grande errore, sia politico che etico, a sottrarsi alla richiesta appena fatta. Lei inizia l’intervista col citare l’articolo 41 della costituzione per giustificare l’esigenza da parte del suo governo di voler arginare il fenomeno del gioco Legale. L’articolo 41 della costituzione recita:” L’iniziativa economica privata è libera, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’: Per definizione, l’articolo da lei citato non è assolutamente calzante e di sicuro non può giustificare l’azione del suo Governo perché l’iniziativa economica privata che ha reso legale il gioco illegale in Italia non è assolutamente”libera”; ma è una iniziativa economica “vincolata” alla volontà dello Stato e concessa ai Privati tramite il sistema concessorio dietro l’esborso di centinaia di milioni di euro.

Per sintetizzare il concetto, lo Stato, tramite il governo, ha creato il gioco legale e, con un contratto molto onoreso per il contraente, lo ha ceduto a dei Privati. Per favore, mi spiega cosa centra in questo modello l”’iniziativa economica privata libera”? In uno “Stato di Diritto” un Governo ha il dovere di rispettare i contratti firmati, perché come succede tra privati, chi non rispetta i contratti deve pagare i danni alla parte offesa.

Il mio disinteressato consiglio pertanto è quello di non citare troppo questo articolo della costituzione, perché, paradossalmente potrebbe ricordare a qualche Privato che in questo momento il Governo con le azione che sta adottando potrebbe essere perseguito per i danni causati dall’inosservanza del contratto siglato.

Per altro, le voglio evidenziare che, non Lei, ma tantissimi esponenti della sua maggioranza di governo sono gli artefici della grande legalizzazione dei giochi in Italia.

Per sua conoscenza, Le dico che è convinzione di un intero comparto di questo paese che la sua area politica stia volontariamente discriminando il settore del gioco legale per manifesta volontà del suo capo politico che a differenza sua, ha dichiarato che l’auspicio del suo partito è quello che le attività del gioco legale non riaprano più.

Questa convinzione è avvalorata oltre che dalle dichiarazioni del suo leader politico anche da perizie commissionate dalla nostra associazione, che nei prossimi giorni saranno rese pubbliche, che attestano che molte attività commerciali riaperte nella cosiddetta “fase 2” hanno un grado di pericolosità in termini di diffusioni di contagi 3 volte superiori alle sale che raccolgono gioco legale.

Le evidenzio inoltre che non è esatto affermare che il Governo è stato attento, nel periodo dellockdown, a tenere aperte solo le attività socialmente utili, perché non hanno subito la serrata ne le attività che vendono alcolici, ne le attività che vendono sigarette.

A me sfugge l’utilità sociale del fumo e dell’alcool, mi piacerebbe che me la spiegasse. Lei è un membro della commissione bicamerale antimafia e a tal proposito le vorrei chiedere, nel suo disegno di conversione di sale scommesse e sale slot in sale piene flipper e “bigliardini’; che strategie sono state pensate dalla commissione per contrastare l’inevitabile spostamento della domanda di gioco legale al gioco illegale?

Come pensa la commissione di tutelare le persone socialmente più deboli dalle “grinfie” della criminalità organizzata? Come pensa di tutelare i minori dal gioco illegale? Senatore Endrizzi, dalla sua intervista sono emerse verità che hanno terrorizzato il settore tutto, Lei ha dichiarato di non aver ben chiaro a quante unità lavorative il settore del gioco legale da dignità di cittadini e quanti imprenditori hanno investito i propri risparmi credendo nel concetto di legalità sventolato dallo Stato.

Lei non ha fatto menzione dell’aumento di domanda del gioco illegale durante il Lockdown e, ancor peggio, nella sua discutibile idea di conversione delle attività non ha minimamente tenuto conto della percentuale dei fatturati attualmente in capo al gioco legale che passerebbero al gioco illegale. E’ convizione mia e di tutta la categoria che rappresento che è necessario un confronto serio e costruttivo tra il Governo ed esponenti del Gioco Legale per trovare una soluzione suffragata da documentazione scientifica oltre che legale. Pertanto rinnovandole la gentile richiesta di un confronto la saluto cordialmente».