“Le chiusure delle attività nei periodo interessati dal lockdown hanno determinato una sensibile riduzione della raccolta delle slot. Guardando ai dati possiamo vedere che dal 2021 al 2019 il volume della raccolta di gioco delle slot era notevole. Questo ha fatto credere che il settore , proprio per quei datoi, fosse particolar mente ricco. In realtà dal 2015 i margini delle imprese si è progressivamente ridotto, per via del Prelievo Erariale unico applicato”, così Daniele Nicolai (nella foto), ricercatore della CGIA di Mestre in occasione della presentazione del Report del settore dei giochi 2021, redatto in collaborazione con AS.TRO.

“L’incremento del prelievo, a nostro avviso, deve essere sempre messo in relazione con la raccolta di gioco, il fatturato ovvero dal margine del settore e il prelievo erariale che va allo Stato.

A una raccolta stabile, negli anni, corrisponde un prelievo sempre più alto e questo vuol dire anche riduzione del fatturato. Questo effetto di riduzione porta ad una riduzione del margine dell’impresa fino al 20%. Questo vuol dire che le imprese, specie le più piccole, vedono minata la loro stessa sostenibilità economica. A tutto questo vanno aggiunge le misure normative di riduzione dell’offerta. Parliamo del distanziometro e di misure di restrizioni che hanno ridotto sì l’offerta, ma anche messo in crisi molte aziende”.

“Dal 2012 al 2019, spiega Nicolai, l’azione del regolatore e le misure introdotte hanno fatto emergere un volume di raccolta del gioco di slot e Vlt pari a circa 50 miliardi di euro. C’è stata una stabilizzazione del fenomeno anche grazie alla introduzione di apparecchi di nuova generazione, ovvero più sicuri. Il picco è stato raggiunto, questa tipologia di gioco ha poi iniziato una sua progressiva discesa. I gusti cambiano, una corretta analisi della domanda permetterebbe di capire i rischi che questa tipologia di gioco, come tutte le atre, si porta dietro”.

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